Viaggiare in Germania (poco adatto all'ufficio)

Una delle cose per cui i tedeschi sono conosciuti è la loro passione per il viaggio. Altra cosa per cui sono conosciuti è la tradizione automobilistica. Le due cose, unite, hanno prodotto la celebre Autobahn, la rete autostradale. Chilometri e chilometri di autostrada senza pedaggio che vi portano ovunque vogliate.

Un popolo abituato ai lunghi viaggi in autostrada sviluppa la capacità di prevedere le vere necessità del viaggiatore, soprattutto di quello solitario. Ecco allora che in ogni stazione di sosta delle autostrade tedesche, si trova una praticissima...

pisella da viaggio.

Utilissima per chiunque viaggi da solo e abbia bisogno di rilassarsi dopo le lunghe ore al volante, arriva corredata di ogni accessorio.

La foto è dimostrativa. Il contenuto può essere diverso da quello mostrato.

Prima dell'uso leggere attentamente le istruzioni.

Una volta gonfiata, la vostra pisella da viaggio è pronta per l'uso.

Adatta a tutte le misure.

Indistinguibile da una reale.

Al modico prezzo di 4 euro, il kit comprende inoltre un aiuto concreto al soddisfacimento delle virili esigenze:

Per i contemplativi.

Per chi desidera maggiore interattività.

La pisella da viaggio è anche una simpatica idea regalo per compleanni, addi al celibato e (perché no?) anche Natale, battesimi e prime comunioni.  

Allevatori contro imbottigliatori

Le grandi illuminazioni avvengono quando si sta facendo qualcosa di assolutamente non correlato alla scoperta. La mela, la gravità, Newton. Allora, io in questa estate di mondiali di calcio mi sono dovuto sorbire un bel po' di partite, quelle cose tipo Giappone-Camerun o Slovenia-USA. Cosa può succedere a guardare la nazionale di un Paese che chiama “football” uno sport che prevede di portare in giro con le mani una palla che non è nemmeno una vera palla? (la battuta non è mia, l'ho presa dal comico John Cleese. Impara, Luttazzi)

Succede che ti metti a tifare a favore o contro. Perché? C'è un motivo? No, non c'è alcun motivo per sperare che il Giappone batta il Camerun. A posteriori si può razionalizzare questo atteggiamento spiegando a vostra moglie che siete cresciuti guardano Holly e Benji, ma non è così.

O meglio, il motivo è che si fa il tifo per fare il tifo. È un istinto naturale. Date due fazioni, si tende automaticamente a parteggiare per l'una o per l'altra, anche se non se ne ricava alcun utile materiale o spirituale.

Sempre durante i mondiali, un giorno in pausa pranzo stavo parlando del più e del meno con la padrona, quando la si butta in politica e arriva la domanda “ma perché la gente vota Berlusconi”. Domanda che per uno straniero è lecita, visto che non è possibile trovare qualcuno che voti Berlusconi o a cui piaccia Berlusconi. Il dubbio è il seguente “ma se fa così tanto schifo come dite, perché lo votano?”

E lì ho avuto l'illuminazione. Perché votano Berlusconi? Perché è una delle due opzioni disponibili, quindi tendenzialmente metà degli elettori voterà per la sua fazione. Quando c'erano la DC e il PCI, si votava o DC o PCI; quando sono caduti, abbiamo forse smesso di votare? Giammai! Avevamo altre due opzioni, abbiamo continuato a sceglierne una, come se niente fosse.

E qui si spiega anche il potere mediatico reale di Berlusconi, in maniera più convincente di quello che si sente dire di solito. Berlusconi ha tre televisioni nazionali e bel po' di giornali. Quando si butta in politica, riesce a farsi passare come l'alternativa alla sinistra. Grazie all'enorme potere comunicativo della televisione e dei suoi volti familiari crea l'immagine di una coalizione di destra che non esiste se non sulla carta (Forza Italia non è mai esistita, l'MSI era un partitucolo, la Lega prendeva voti in – quante? – 5 regioni italiane) quale alternativa all'unica forza politica di un certo peso rimasta, il PDS.

A quel punto tutto il corpo elettorale si è trovato di fronte all'alternativa Berlusconi o PDS. Non importano i programmi, la storia, la politica, le ideologie: ci sono due fazioni e io devo sceglierne una. Tanto è gratis, nessuno sa cosa voto, e sono anche convinto che se vince una delle due fazioni avrò dei vantaggi diretti oppure, se non vince l'altra, non avrò degli svantaggi tangibili.

Tutto qua. Se domani Berlusconi sparisse e il PD sparisse e ci trovassimo come alternativa il Partito degli Allevatori di Mio Mini Pony contro il Partito degli Imbottigliatori di Aria Fritta, il corpo elettorale si spaccherà a metà, e comincerà la stessa solfa che si sente oggi tra i sostenitori di Berlusconi e quelli del PD.

Non è vero che state già pensando se preferite gli allevatori o gli imbottigliatori? Non potete farne a meno, dite la verità. Alla domanda “perché votano Berlusconi”, la risposta è perché Berlusconi è una delle opzioni e, finché ci sarà, prenderà voti. Quando non ci sarà più, qualcuno lo sostituirà e continueremo a scegliere tra le due fazioni. Come se niente fosse.

Il tunnel

Un lettore ci ha mandato la sua testimonianza sulla sua brutta dipendenza. Pubblichiamo solo alcuni brani significativi, ma questo spaccato di sofferenza e dolore di vivere, ma anche si speranza e redenzione, merita di essere condiviso, anche e soprattutto per tutti quelli che stanno soffrendo lo stesso. Per gli ovvi motivi non riveleremo l'identità del lettore.


Giorno 1
Sono partito con grande entusiasmo. So che ce la posso fare. Ho deciso di tenere un diario per aiutarmi a superare la possibile crisi d'astinenza. I miei amici non sanno niente. La mia ragazza nemmeno. Voglio fare una sorpresa al mondo intero.

Giorno 2
Ieri è stata meno dura di quanto pensassi. Credevo che arrivare a sera fosse una pena, come quando si smette di fumare. Invece sono andato via liscio. Dai, che se continuo così sarà un passeggiata di salute.

Giorno 3
Immagino che l'entusiasmo iniziale stia svanendo, perché adesso non mi sembra così facile. Ci penso ogni momento della giornata. La gente mi parla, io non li ascolto, li sento solo in sottofondo mentre la mia mente è sempre lì, sempre lì, sempre lì.

[…]

Giorno 10
Non è facile, non è facile per niente. Il primo giorno è stato l'unico davvero facile. Spero che la sera arrivi presto, così posso dormire e non pensare più a niente. È come se avessero tolto il puntello alle mie giornate, è come aver perso il collante che teneva insieme la mia quotidianità. Adesso ogni giorno è solo una sequenza di fatti slegati senza senso.

[...]

Giorno 30
Il primo mese da quando ho smesso. Molto lentamente comincio a non pensarci più, ma è quasi impossibile farne a meno. Soprattutto con gli amici, ma anche in ufficio, è una presenza costante, tutto e tutti mi ricordano cosa voglia dire farne a meno. Sono consapevole di avere un problema, e ancor di più da quando vedo gli altri. Io ero come loro fino a quattro settimane fa e non voglio più.

Giorno 31
Che coincidenza: ieri sera prima di dormire Alessandra mi ha detto che le sembravo cambiato e che le ultime due settimane sono state deliziose. Le ho chiesto perché. Mi ha risposto che mi vede più sereno e disponibile, molto più presente e attento. Ha voluto sapere che cosa fosse successo, ho detto “non lo so, niente”. Dentro di me ero felicissimo, è stato uno stimolo fortissimo a continuare e a non mollare.

[…]

Giorno 78
Oggi stavo quasi per cedere. In ufficio tutti parlavano della nuova proposta di legge del governo e io non sapevo cosa fare. Più di due mesi senza leggere il giornale e mi sentivo ad anni luce di distanza da loro. Erano arrabbiati, infuriati, alzavano la voce e mi chiedevano di partecipare alla discussione, di prendere una posizione, di spiegare a chi non era d'accordo con loro per quale motivo stesse sbagliando. Non potevo dir nulla, non sapevo di cosa stessero parlando. Al loro confronto parevo un'ameba.

Giorno 79
Non la smettono di discutere di questa proposta di legge. Mi faccio violenza e non uso internet per leggere i giornali. Eppure sono lì, facilissimi da raggiungere, tutta quell'informazione a mia disposizione. Ma devo resistere, ce la posso fare. Devo inventarmi qualcosa. Non devo leggere i giornali.

Giorno 80
Ho adottato una nuova strategia. Quando iniziano a discutere della legge, faccio finta di avere qualcosa da fare e me ne vado. Per distrarmi, vado a parlare con la segretaria e con la receptionist. Del tempo, dei loro telefilm preferiti. La segretaria ha anche una bambina: le ho promesso che io e Alessandra possiamo farle da baby-sitter, se qualche sera ha voglia di uscire. La ragazza alla reception invece studia e lavora per pagarsi le tasse universitarie.

[…]

Giorno 234
Non vorrei esagerare con l'ottimismo, ma le cose stanno andando proprio bene. Per esempio, nell'ultima settimana non c'è stato un solo momento in cui abbia pensato alle notizie, a tenermi informato o a leggere un giornale. Soltanto qualche mese non facevo altro. Alla fine ho dovuto dire ad Alessandra che mi stavo disintossicando dai giornali ed era per questo che mi vedeva molto più sereno e presente. All'inizio non sapeva come reagire, ma visto l'effetto mi ha supportato in tutto e per tutto.

Giorno 235
Incredibile! La ragazza della reception, che ha tipo 10 anni meno di me, che potrebbe avere tutti gli uomini che vuole, quella che tutti pensano che se la tiri perché si crede tanto bella, ci sta provando praticamente senza sosta. All'inizio pensavo che certe battuttine fossero così, senza senso, ma ormai è chiaro che ci sta. Non che voglia fare niente, io ho Alessandra, ma cavolo se mi fa piacere. E solo perché in pausa caffè mi fermo da lei a fare due chiacchere invece che litigare con i colleghi sulla finanziaria.

[…]

Giorno 311
Ah, se penso a com'ero dieci mesi fa... 311 giorni senza toccare un giornale o guardare un TG. Ormai non aggiorno quasi più questo diario, tanto non ho più niente da scrivere. Non sento più la mancanza delle notizie, non ho più paura di andare online e cedere al desiderio di informarmi. Con Alessandra va come meglio non potrebbe andare.

[…]

Giorno 365
Un anno! Un anno senza leggere i giornali. Ne sono fuori, mi sento un uomo nuovo, l'aria che mi entra nei polmoni è fresca come non lo è stata mai, il cibo ha un sapore come nessun altro prima.

Prima di smettere, le mie giornate iniziavano con un'arrabbiatura di quelle da manuale. Già alla prima pagina iniziavo a inveire dentro di me; poi mi arrabbiavo con i colleghi, che non capivano niente, che leggevano il giornale “sbagliato”, che si facevano abbindolare da notizie “preconfezionate”. Poi la sera su Facebook, o al pub con gli amici, ancora incazzature perché e la legge, e il governo, e la guerra e tutto quanto. E hai letto l'articolo questo, e l'hai letto l'editoriale quest'altro.

Oggi invece basta. Mi sveglio, faccio colazione e non sono arrabbiato. Vado al lavoro e non sono arrabbiato. Non litigo con i colleghi. Non vado avanti per delle ore a discutere con i miei amici. Non inoltro e condivido come un forsennato articolo dopo articolo tutto quello che trovo in rete.

Pensavo che sarei diventato ignorante e stupido. Temevo di tramutarmi in un pessimo cittadino. Invece ho scoperto che non leggere i giornali non crea nessun disturbo alla propria intelligenza e cultura. Mi sono reso conto che per anni ho creduto di ricevere sapere e conoscenza, ed invece erano solo paccottiglia venduta un euro a copia, buona per avere un motivo per insultarsi al bar, ma niente di più. Ero come un cagnolino addestrato ad abbaiare a comando, bastava suonare la camapanella della notizia del secolo che mi mettevo in piedi sulle zampine posteriori e mostravo i dentini affilati.

Del mondo non ne so meno oggi di quanto ne sapessi un anno fa, solo che sono più sereno, mi dedico alla mia donna, sono più gentile con i colleghi e non litigo più con gli amici. Sono rinato e non sono mai stato così soddisfatto in vita mia.