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Allevatori contro imbottigliatori

Le grandi illuminazioni avvengono quando si sta facendo qualcosa di assolutamente non correlato alla scoperta. La mela, la gravità, Newton. Allora, io in questa estate di mondiali di calcio mi sono dovuto sorbire un bel po' di partite, quelle cose tipo Giappone-Camerun o Slovenia-USA. Cosa può succedere a guardare la nazionale di un Paese che chiama “football” uno sport che prevede di portare in giro con le mani una palla che non è nemmeno una vera palla? (la battuta non è mia, l'ho presa dal comico John Cleese. Impara, Luttazzi)

Succede che ti metti a tifare a favore o contro. Perché? C'è un motivo? No, non c'è alcun motivo per sperare che il Giappone batta il Camerun. A posteriori si può razionalizzare questo atteggiamento spiegando a vostra moglie che siete cresciuti guardano Holly e Benji, ma non è così.

O meglio, il motivo è che si fa il tifo per fare il tifo. È un istinto naturale. Date due fazioni, si tende automaticamente a parteggiare per l'una o per l'altra, anche se non se ne ricava alcun utile materiale o spirituale.

Sempre durante i mondiali, un giorno in pausa pranzo stavo parlando del più e del meno con la padrona, quando la si butta in politica e arriva la domanda “ma perché la gente vota Berlusconi”. Domanda che per uno straniero è lecita, visto che non è possibile trovare qualcuno che voti Berlusconi o a cui piaccia Berlusconi. Il dubbio è il seguente “ma se fa così tanto schifo come dite, perché lo votano?”

E lì ho avuto l'illuminazione. Perché votano Berlusconi? Perché è una delle due opzioni disponibili, quindi tendenzialmente metà degli elettori voterà per la sua fazione. Quando c'erano la DC e il PCI, si votava o DC o PCI; quando sono caduti, abbiamo forse smesso di votare? Giammai! Avevamo altre due opzioni, abbiamo continuato a sceglierne una, come se niente fosse.

E qui si spiega anche il potere mediatico reale di Berlusconi, in maniera più convincente di quello che si sente dire di solito. Berlusconi ha tre televisioni nazionali e bel po' di giornali. Quando si butta in politica, riesce a farsi passare come l'alternativa alla sinistra. Grazie all'enorme potere comunicativo della televisione e dei suoi volti familiari crea l'immagine di una coalizione di destra che non esiste se non sulla carta (Forza Italia non è mai esistita, l'MSI era un partitucolo, la Lega prendeva voti in – quante? – 5 regioni italiane) quale alternativa all'unica forza politica di un certo peso rimasta, il PDS.

A quel punto tutto il corpo elettorale si è trovato di fronte all'alternativa Berlusconi o PDS. Non importano i programmi, la storia, la politica, le ideologie: ci sono due fazioni e io devo sceglierne una. Tanto è gratis, nessuno sa cosa voto, e sono anche convinto che se vince una delle due fazioni avrò dei vantaggi diretti oppure, se non vince l'altra, non avrò degli svantaggi tangibili.

Tutto qua. Se domani Berlusconi sparisse e il PD sparisse e ci trovassimo come alternativa il Partito degli Allevatori di Mio Mini Pony contro il Partito degli Imbottigliatori di Aria Fritta, il corpo elettorale si spaccherà a metà, e comincerà la stessa solfa che si sente oggi tra i sostenitori di Berlusconi e quelli del PD.

Non è vero che state già pensando se preferite gli allevatori o gli imbottigliatori? Non potete farne a meno, dite la verità. Alla domanda “perché votano Berlusconi”, la risposta è perché Berlusconi è una delle opzioni e, finché ci sarà, prenderà voti. Quando non ci sarà più, qualcuno lo sostituirà e continueremo a scegliere tra le due fazioni. Come se niente fosse.

E per la seconda volta di fila

Putrtoppo eccoci arrivati all'ultima puntata della saga “germanici ai mondiali”. Come al solito, un'accozzaglia di gente venuta da sud, senza organizzazione e parlando a volume altissimo ha saputo fare meglio di loro. Anche perché questa volta non affrontavano una squadra guidata da un ex-campione che ha speso tutte le sue forze per rovinarsi per sempre e sprecare quell'unica cosa buona che sapeva fare nella vita.

Come mi ero promesso, stesso Biergarten dell'altra volta. Temperatura una decina di gradi più bassa di sabato, quindi donne meno svestite. Ciononostante, due o tre gruppi di tifose meritavano certamente di andare in finale. Ma devo dire che anche le controparti spagnole presenti erano schierate in una formazione di tutto rispetto. Ecco le fasi più accese del match, dove il tifo germanico si è fatto veramente sentire.

Inno nazionale. L'emozione fende l'aria

Gli Spagnoli tutti paella e tauromachia infilano in saccoccia

A casa

Come si vede dalle immagini, il tifo tedesco è quello che è. Ma hanno fatto passi avanti dall'ultimo mondiale, quello svoltosi in casa loro. Lì, hanno scoperto che è possibile esprimere delle emozioni in pubblico e che ciò non ti fa finire in galera.

Commento finale sul mondiale della Germania: per essere uno a cui il calcio interessa meno che i mozziconi di sigaretta sul selciato bagnato di pioggia autunnale, sono sollevato che siano stati cacciati in semifinale. Perché?

Fino a quando l'Italia non è stata buttata fuori, il tifoso tedesco medio veniva da me confessandomi di sperare che l'Italia venisse buttata fuori, tanto da inventarsi la sportivissima canzone il cui ritornello allegramente recitava “non me ne frega un cazzo di chi vince, basta che non sia l'Italia”. Tutto questo perché quattro anni fa hanno perso contro l'Italia e da allora non hanno fatto altro che lamentarsi che l'Italia gnè gnè, catenaccio gnè gnè gnè, si buttano per terra gnè gnè gnè.

E questo nonostante i miei ripetuti inviti a cambiare discorso perché il calcio non mi interessa, e anche se mi interessasse, non ero tra i convocati nel 2006 quindi non so che cosa dirti, avete perso 4 anni fa, fatevene una ragione per la miseria.

Quando il nemico mortale è stato sconfitto, hanno immediatamente dimenticato che non gliene fregava “un cazzo di chi vince, basta che non sia l'Italia” ed hanno iniziato a parlare come i bambini di 8 anni, bullandosi delle vittorie e discutendo animatamente su quanti gol avrebbero appioppato alla Spagna (erano convinti di vincere 3, 4, 5 a zero!). Li ho visti spiegare a degli spagnoli in ufficio il giorno della partita perché la Spagna avrebbe perso miseramente. Ma convinti, proprio.

Insomma, se non sono stato chiaro, i tedeschi a causa dei mondiali erano fastidiosi e petulanti e sono stati puniti per questo.

Della Spagna me ne cale men che zero, ma almeno i tedeschi sono tornati ad essere quello che erano prima del mondiale, muti e asociali come piacciono a noi.

Purtroppo ho scoperto che non demordono, e pare che si debba assistere tutti quanti alla finale per il terzo posto contro il Brasile l'Uruguay. Come se contasse qualcosa. E io che speravo di non dover vedere più partite fino al 2014.

Un lato positivo del calcio

Sono di ritorno dalla partita della Germania contro l'Argentina, vista in un Biergarten del quartiere universitar-bellino della città. Temperatura intorno ai 34 gradi. Biergarten pieno, unico posto libero è sotto il sole cocente. E – lo ricordo – a me il calcio non piace.

Queste “public viewing”, come le chiamano loro, sono un'occasione meravigliosa per guardare i tedeschi all'opera.

Composizione del pubblico: prevalentemente femminile.
Conoscenza media delle regole del gioco: N/A.
Partite di calcio mai guardate in precedenza: 0.

I novanta minuti si svolgono all'incirca così. La Germania prende possesso di palla nella propria area, la gente si alza, grida e comincia ad applaudire. Poi si risiede. La palla arriva a centrocampo: tutti si alzano in piedi e battono le mani, incitando i giocatori come se fossero ad un centimetro dalla porta. La palla arriva al limite dell'area argentina, alcune donne cominciano ad avere attacchi di isteria, stringono i pugni e pregano il dio del calcio. Qualche polacco naturalizzato tira una scarpata circa 50 metri sopra la porta, così alta che nemmeno il portiere si scomoda a guardare dove va. Invece il pubblico trema, si tappa gli occhi per non vedere e quando, al terzo replay, effettivamente si rende conto che erano proprio 50 metri sopra la porta, parte un ooooooooh affranto.

Uniche due variazioni: quando la Germania segna i quattro gol, dove il muggito finale non si sente. Quando l'Argentina fa gol con 11 giocatori in fuorigioco: qui permane il silenzio, perché ovviamente nessuna delle presenti ha idea di che cosa sia successo, ma l'Argentina sembra rimanere a zero quindi va tutto bene.

Commento finale. I tedeschi maschi come al solito non si sa dove siano, sicuramente ad intasarsi le reni di birra. Le tedesche capiscono di calcio meno di me, ma guardano tutta la partita e applaudono sempre, al contrario di me. I mondiali li fanno d'estate, quindi le tedesche sono mezze nude, perché sono andate a vedere la partita al Biergarten così potevano anche prendere il sole.

Frau Angelo ha pensato bene di andare a vedere la partita in mutande e canottiera perché così poteva prendere il sole mentre guardava la partite (due piccioni con una fava, dice lei). Per fortuna ero l'unico maschio.

Inutile dire che la prossima partita della Germania andrò a vederla in un Biergarten.

I quesiti dell'estate

Si è più sfigati ad aspettare l'11 giugno per i mondiali o il 14 giugno per l'E3 di Los Angeles? Dite la vostra nei commenti.
(Come dite? Non sapete cos'è l'E3 di Los Angeles? Poco male, io non so nemmeno chi sia l'allenatore dell'Italia).