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Per una tassonomia delle serie TV

Lasciate perdere quello che dice la stampa specializzata, che si imbroda in paroloni come legal drama e cose così. Le serie TV o telefilm si possono raggruppare in quattro gruppi:

  1. I telefilm brutti, tipo Ringer o Falling Skies.
  2. Le serie che guardano solo le donne e francamente non so quali siano. 
  3. I telefilm per chi soffre da sindrome da pene piccolo, come Game of Thrones o Sons of Anarchy.
  4. Le serie TV per donne e gay, come Glee o Sex & the City.
  5. Le serie TV belle.
Ora, se vi interessa un telefilm bello, ma bello davvero, e non sapete cosa guardare, beccatevi Homeland. Garantisco personalmente sul valore del prodotto. 12 episodi che mi hanno tenuto incollato alla tv e impedito di fare tutto il resto, pasti compresi. 

Sapevatelo.

Caccia la frase

Ok, per l'ultima volta: "Bazinga" non sta a sottolineare l'arguzia della battuta appena udita o pronunziata, ma serve a svelare il sarcasmo di una frase che altrimenti non sarebbe stato compreso.

In più, se non si è un fisico teorico o un bambino prodigio e nessuno ride alle proprie battute, esclamare "Bazinga" non salverà la situazione. 


Tempo da perdere

Non so perché, ma tutte le persone a cui lo dico mi prendono in giro: io guardo e apprezzo Glee. E allora?

Voglio dire, a parte che saran ben fatti miei cosa guardo e cosa mi piace, gli stolti non si rendono conto che Glee è l'unico prodotto a memoria d'uomo in cui i personaggi maschili sono delle persone vere, sane, intelligenti e sensibili, mentre quelli femminili sono tutti delle acide, isteriche, egoiste, ipocrite carrieriste.

Così, mentre gli stolti tentano di mettere in discussione la mia eterosessualità, io affermo che Glee è l'unico vero programma maschilista della storia della tv. E per questo mi piace.

Che spasso la biblioteca


Non mi è mai capitato di conoscere qualcuno che affrontasse in maniera razionale il perché bisogna leggere libri. Tutti pensano che sarebbe bene leggere tanti libri, tutti ammirano quelli che leggono tanti libri e oggi c'è persino aNobii, dove si può  mostrare agli amici quanti libri si sono letti.

Nessuno però vi dice perché. Personalmente rivendico la superiorità del libro non sul piano ontologico (leggere un libro non è un'attività superiore ad altre) ma sul piano che ai libri compete, cioè l'intrattenimento.

Sostengo la superiorità del libro come forma di intrattenimento, e lo faccio per un motivo razionale: il libro offre il miglior rapporto costo/benefici rispetto a tutte le altre forme di svago.

I costi sono esigui. Bisogna saper leggere, e questo è ormai non è più un problema per nessuno. Costa pochi euro. Questo è quanto.

I benefici sono innumerevoli. Intanto esistono libri per tutti i gusti: che si abbia voglia di profondi processi intellettuali, di trame mozzafiato o di languide storie d'amore, c'è sempre il libro giusto. Un libro dura giorni, se non settimane. Lo si può portare dove si vuole senza problemi, non ha bisogno di elettricità, di supporti, di cavi, di spazio, di password, di connessioni. Teme l'acqua, ma polvere, cibo, sabbia, sigarette e vento non lo scalfiscono. Può cadere, sbattere, essere strattonato e strapazzato, ma sarà sempre lì. Non deve funzionare, gli è alieno il concetto di funzionare. Si può interrompere la lettura quando si vuole, e riprenderla quando si vuole, e non l'esperienza non ne risentirà.

Inoltre, ciò che lo rende imbattibile è il fatto che tendenzialmente il costo aumenta al diminuire della qualità. Cioè: esiste una letteratura di consumo, di bassa qualità, ad un costo unitario relativamente alto. Esiste la letteratura di qualità che invece si situa nella fascia di prezzo più bassa.

Così se vi piacciono le schifezze di cassetta pagate tanto, mentre più il vostro gusto è raffinato meno pagate. È un piccolo angolo di giustizia in questo brutto brutto mondo.

Non esiste nessun'altra forma di intrattenimento che offra così tanto a così poco. Il cinema e il teatro durano un paio d'ore al massimo, richiedono di essere presenti in un luogo prestabilito, dipendono dalla tecnologia e comunque non sono disponibili continuamente.

La musica è a metà strada. Quella dal vivo ha le stesse caratteristiche del cinema e del teatro e sovente a costi superiori. La musica registrata, benché sempre disponibile ed anche a prezzi accessibili, richiede una buona dotazione tecnologica per essere gustata a pieno, e in questo caso più alta è la qualità richiesta, maggiori sono i costi necessari per usufruirne.

I videogiochi costano moltissimo ma soprattutto non sono universali: azione, sangue, velocità abbondano, ma spessore culturale no. Bisogna essere veri appassionati, altrimenti non vale la pena.

In qualche modo i telefilm stanno cercando di prendere il posto del cinema, e qualcuno ha finalmente capito che un film di 90 minuti non basta a raccontare un storia come si deve. Ma qui siamo ancora agli albori del genere, sempre che ci sia un'ulteriore evoluzione.

Infine la grandezza del libro sta nella quantità di risorse utilizzate. Considerate i riconoscimenti: un autore e qualche correttore di bozze contro le decine, centinaia del cinema. Considerate gli strumenti: 21 lettere, a fronte di sceneggiatura, montaggio, luci, effetti speciali, CGI, occhiali 3D e musica in surround.

Il libro è la forma superiore di intrattenimento.

TV Tropes


Siccome per il fine settimana di Ferragosto sarete tutti in vacanza; siccome, per evitare di cadere in depressione a causa dell'elevato numero di parenti e della crisi di astinenza da ufficio, vi collegerete a internet con qualsiasi apparecchio elettronico possibile; siccome tutti gli altri blogger saranno nella vostra stessa situazione e nessuno aggiornerà il proprio blog e non ci sarà niente da leggere; siccome dunque l'internet italiano dimostra di essere uguale a quell'Italia sempre uguale dagli anni '60 ad oggi, e per questi giorni diventa un buco nero in cui tutti sentono il bisogno di non fare assolutamente niente, come se Ferragosto fosse la fusione dello Sabbath ebraico e del Ramadan islamico.

Insomma, se siete lì in spiaggia col vostro Aifon e non sapete come arrivare a sera, vi consiglio un sito imprescindibile (è in inglese, ma è un buon motivo per imparare l'inglese): tvtropes.org.

Avvertenze: vi deve piacere il cazzeggio e vi deve piacere la cultura pop. Se queste cose non vi interessano o se, al contrario, siete tra coloro che, con monocolo e pipa in bocca, discettano con grandi parole sulla valenza iconoclastica dell'ennesimo reboot dell'ennesimo franchise dell'ennesimo eroe in calzamaglia, non fa per voi.

In poche parole, il sito tratta i luoghi comuni, i topoi narrativi, le tecniche di costruzione di film, telefilm e videogiochi. In maniera più o meno scanzonata, dissezionano un telefilm e ne espongono la struttura portante (rendendo visibile il lavoro “manualistico” che sta dietro alle opere di intrattenimento).

Come molti altri siti di questo tipo (ad esempio, Serialmente in Italia) tvtropes.org ha iniziato parlando di Buffy the vampire slayer, man mano allargandosi ad altri telefilm, poi ai film e poi a tutto.

Io ve lo consiglio: ce n'è per tutti i gusti e crea altissima dipendenza. L'altro giorno sono partito dalla pagina ISO Standard Human Spaceship e poi ciao, mi sono perso nei meandri delle flotte spaziali e non ne sono uscito prima di notte fonda.

Sapevatelo.

True Blood terza stagione

Cultura e colonizzazione

A me piacciono le prove definitive. Mi piacciono perché di solito sono il solo a portarne, in una discussione. Non capisco perché gli altri non riescano mai a fornirne di altrettanto solide. Comunque, oggi vi porto la prova definitiva del perché la cultura pop americana sta colonizzando e uccidendo quella italiana.

Esempio di cultura pop americana

Esempio di cultura pop italiana

Non ci stanno colonizzando. Ci stanno salvando.

De conspiratione

Parte I

Ieri ho guardato la prima puntata del telefilm V, che dovrebbe essere il rifacimento dei mitici Visitors. Dico dovrebbe, perché la serie originale era una metafora del nazismo e quindi anche questa avrebbe dovuto esserlo. Invece da subito un capo della resistenza all'invasione aliena spiega come stanno le cose veramente: i visitatori sono in realtà dei rettiliani mascherati da umani e da decenni si sono infiltrati nei gangli vitali della società umana, dando origine a tutte le guerre, le crisi economiche, le carestie e le malattie del mondo, così da potersi presentare come i pacificatori venuti dallo spazio, ingannare il genere umano e spazzarlo via dal pianeta.

Questa storia è di fatto quello che David Icke propone nei suoi libri, dove parla proprio di rettiliani che governano il mondo secondo il principio “problema, reazione, soluzione”, creando tensioni ad arte e proponendo come soluzione il dominio assoluto su tutte le nazioni.

Ma poiché Icke viene giustamente preso in giro per aver creato una teoria cospirazionista che ricalca palesemente i tratti fondamentali della serie originale dei Visitors, il cerchio si chiude là dove si era aperto. Sono il solo a vedere dell'ironia in tutto questo?

Per la cronaca, il nuovo V mi sembra valere quanto l'originale Visitors e i libri di Icke, non credo che guarderò anche la seconda puntata. E Morena Baccarin non regge il confronto con Jane Badler.

Parte II

Mario Placanica, l'ex carabiniere accusato e poi prosciolto per la morte di Carlo Giuliani durante il G8 di Genova, è indagato dalla procura di Catanzaro per violenza sessuale su minore e maltrattamenti. Secondo quanto trapelato, ieri la vittima degli abusi, che all'epoca dei fatti aveva 11 anni […]

Ricordiamo che Placanica ha sempre affermato di non essere il responsabile della morte di Giuliani e accusato i Carabinieri di averlo usato e poi buttato; ricordiamo anche che ha avuto un incidente in auto causato dai freni difettosi e ora ha un processo per stupro di una minorenne.

Quest'uomo è il più grande concentrato di sfortuna dell'Italia repubblicana. Consiglierei di evitare il caffè, dovesse finire in carcere. E gli asciugamani e i sacchetti di plastica.

Californication

Lo dico per i miscredenti che non lo sapessero: è iniziata la terza stagione di Californication. Ed è iniziata nel migliore dei modi.

Californication è una serie televisa incentrata sul personaggio di Hank Moody, uno scrittore di successo in crisi di mezza età, dedito all'uso irresponsabile di alcol, cannabis e donne. E questa è la trama delle ultime due stagioni e anche della prossima. Ma se siete interessati alla trama, non è quello che fa per voi, perché gli autori hanno scelto un cliché più vecchio dell'auto di mio nonno, hanno assunto un attore che sembrava finito nel bagaglio dell'auto di mio nonno, li hanno mischiati a dovere e sono riusciti a tirarne fuori una delle serie più belle di sempre.

Scordatevi gli intrecci narrativi di Lost, le storie d'amore di Ally McBeal, la riscrittura della demonografia di Buffy, il futuro di Battlestar Galactica, il pastiche di generi di Firefly... niente di tutto questo.

In Californication hanno puntato dritto alla pancia del telespettatore proponendo due soli argomenti: sesso e droghe, consumati in maniera smodata, compiaciuta e senza rimorso, dall'inizio alla fine di ogni puntata. Hanno corso il rischio di girare la prima serie porno soft-core della storia della televisione, e invece no. Hanno creato un mondo amorale, iperreale, decadente, assurdo e del tutto incompatibile con la comune concezione di realtà.

Insomma, il capolavoro che mi fa apprezzare il mondo occidentale, capitalista, corrotto e prossimo alla fine di cui tutti si lamentano. Forse staremo per estinguerci, ma almeno lo facciamo con stile, come nessun'altra civiltà prima d'ora, e mi sento molto orgoglioso di farne parte. Già mi immagino che bel mondo sarà, quello governato da qualche moralista barbuto o da qualche dirigente post-comunista.