I puntini sulle i

Forse è il caso di iniziare a mettere alcune cose al proprio posto, così io le dico e poi non ne parliamo più. Di solito quando discuto con qualcuno, mi trovo sempre in contrasto per una ragione di fondo che il mio interlocutore non comprende. Per me la prima cosa da salvaguardare è la libertà dell'individuo. Dell'individuo singolo, concreto ed in carne ed ossa. Ogni azione, ogni scelta, ogni politica, ogni legge deve avere la libertà individuale come fondamento. Il problema è che, mediamente, i miei interlocutori provengono da una cultura o cattolica o sinistrorsa o parafascista. Questo significa che non sono in grado di concepire la libertà del singolo se non come il primo passo verso l'apocalisse. Per le tre grandi religioni monoteiste d'Italia, l'individuo è male e la collettività che gli sta attorno è bene in quanto limita, riduce o annulla la libertà del singolo. Qui scatta l'incomunicabilità tra me e l'interlocutore, perché per me la libertà del singolo è la base su cui costruire tutto il resto. Senza di essa nulla ha valore. La società esiste sì, ma non è un essere senziente dotato di volontà propria. E' un insieme di individui che con le loro scelte ne determinano gli esiti. Sacrificare il bene individuale per il bene comune è una follia, perché significa sacrificare il bene individuale in cambio di un nulla, perché il bene collettivo non esiste. Io su questo non transigo, ma ovviamente ne discuto. Ora sapete perché ogni volta che qualcuno arriva a proporre strane idee che parlano di bene comune, collettività e società, prima mi deve spiegare perché ed in che modo vuole restringere le libertà individuali. Poi passiamo al resto. Tanto poi arriva quello che dice “sì, ma se tutti fanno quello che gli pare, dove andremo a finire?” Rispondo io: se non sai gestire la tua libertà e hai bisogno che ti spieghi come farlo, in realtà sei in cerca di un padrone, quindi dovresti rivolgerti ad un sito di annunci BDSM.

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