Evitare l'uso criminoso

Ogni volta che si parla di libertà di stampa in Italia, dopo poco si arriva all'evidente conclusione che tale libertà esiste di fatto: il numero di giornali disponibili in edicola è talmente elevato che molti non vengono nemmeno comprati. Le idee di tutti sono espresse in maniera più o meno variegata e nessun giornale viene chiuso per volontà del governo. Senza poi contare che da qualche anno esiste anche internet, dove ognuno a costi relativamente esigui può fare informazione libera. Di fronte a questa situazione si è soliti dire che il problema dell'informazione italiana stia nel fatto che la maggioranza della popolazione si informa tramite la televisione, che è tutta o in parte in mano a Berlusconi. A questo punto ci si potrebbe anche fermare: se chi si informa ha possibilità di scegliere e, scegliendo, si informa dalla tv e non dai giornali, più di tanto non si può fare, a parte obbligarlo a leggere giornali.

Per il piacere della discussione, tuttavia, continueremo il discorso.

La televisione, come molti strumenti tecnologici moderni, è nata senza rispondere ad un'esigenza precisa. L'aereo serve per volare, l'auto per muoversi in maniera indipendente; la tv serve solo a veicolare immagini e suoni. E' perciò un medium privo di contenuti e finalità proprie.

Per quanto polivalente, come tutti gli strumenti si adatta meglio a trasportare alcuni contenuti a scapito di altri. La televisione è un ottimo strumento di intrattenimento: essa non permette di veicolare profondità di pensiero e complessità di vedute. E' uno strumento che si basa sull'immagine, che è bidimensionale e piatta. Per questo la televisione è un pessimo strumento se si vuole veicolare informazione e conoscenza, perché queste si compongono di complessità e profondità.

Si potrebbe obiettare che la tv ha insegnato l'italiano agli italiani. Questo è vero: ma quello che veniva insegnato era il corrispondente di un livello base di scolarizzazione, che di solito viene impartito ai bambini tra i 6 e i 9 anni. Aver trasmesso a degli adulti delle informazioni normalmente destinate ai bambini conferma, anziché smentire, il carattere limitato del messaggio televisivo. Ogni volta che un programma televisivo tenta di spiegare argomenti complessi, normalmente dedicati allo studio superiore o universitario, inevitabilmente fallisce, come può dimostrare chiunque assista ad un programma di “divulgazione” di un tema che conosce in maniera professionale. Non è colpa degli autori, né ignoranza: è il mezzo che non permette di veicolare quel tipo di conoscenza, così come non può trasmettere gli odori e i sapori.

La televisione, insomma, è ottima quando si presenta per quel che è, uno strumento d'evasione. E' pessima quando tenta di essere pedagogica o informativa.

Il problema nasce quando si sono capite alcune potenzialità del mezzo. Precisamente, la sua estrema efficacia nell'imprimere un messaggio in chi guarda. Non richiedendo alcuna conoscenza per essere fruito (nemmeno saper leggere) e affidandosi alle immagini per diffondersi, il messaggio televisivo è più forte e dirompente di qualsiasi altro. Non è un caso che in Italia la tv sia stata creata sotto il controllo statale. Uno strumento così potente non poteva essere lasciato in mano al primo che passava e così, oltre alla sua intrinseca superiorità, ha assunto anche il sigillo dell'autorità, abbattendo l'ultimo potenziale filtro alla sua fruizione.

Nel momento in cui il potere politico decise di rendere la tv strumento di educazione e informazione della popolazione, è riuscito a creare un Leviatano che ancor oggi tiranneggia le vite di molti: veicolare informazioni e conoscenza attraverso messaggi semplici e superficiali per mezzo di uno strumento che li renderà quasi indelebili nelle menti dei milioni di fruitori ha creato il più efficace strumento di propaganda che uomo abbia conosciuto.

Poiché l'Italia repubblicana non era quella di Mussolini, l'uso che ne è stato fatto non è stato terribile come quello dei regimi totalitari, ma – in un'ottica di libertà – è riuscita per anni a dettare minuziosamente il dibattito pubblico, gli argomenti da trattare e il modo in cui trattarli.

Oggi i difensori della libertà di informazione si battono perché la Rai torni ad essere stumento di informazione libera e plurale. Questa battaglia è così tanto sgangherata che si potrebbe considerare involontariamente comica, per tre motivi:

a) La televisione non è uno strumento di informazione. Non può esserlo perché non è in grado di veicolare nozioni complesse. Per chi si informa tramite la tv, il problema non sta nei contenuti che assorbe, ma nel fatto stesso di credere che la tv lo informi.

b) La televisione di Stato è uno strumento di propaganda, a prescindere dai contenuti espressi. In mano al potere politico è il più potente mezzo di diffusione attraverso cui arringare le folle. E' inutile lamentarsi di Berlusconi che “occupa” la Rai. Berlusconi usa la Rai per lo scopo cui è destinata, cioè diffondere la voce di chi ha il potere politico. Lo facevano la DC, il Pentapartito ed il PCI. Lamentarsi non serve a niente.

c) Per questi motivi, la Rai non è mai stata, non è e non sarà mai libera, pluralista e super partes (e no, non funziona che quando fa parlare me è libera e quando non mi fa parlare è censura, troppo facile).

Mi permetto quindi di suggerire due semplici mosse a difesa della libertà di informazione. E' un programma riassumibile in tre parole, uno slogan semplice ed efficace e di sicura presa sull'opinione pubblica:

1. Abolizione della Rai.

2. Abolizione delle concessioni statali per le tv private, sostituite da una regolamentazione che affronti gli aspetti meramente tecnici dell'attività.

Tutto il resto, tutti i pianti in difesa del pluralismo della tv pubblica, sono e resteranno il modo per cercare di ottenere un angolino di televisione di Stato dove poter erigere il proprio pulpitello da predicatore.

9 commenti:

essere disgustoso* ha detto...

prova

essere disgustoso* ha detto...

ciao, sono ed*.
non so dirti perchè ma non riesco a postare la replica al commento su yossarian.
avevo risposto anche ieri ma non le ha pubblicate. non capisco.

essere disgustoso* ha detto...

ciao, sono ed*.
avevo postato la risposta ieri sul blog di yossarian ma è scomparsa.
saluti,
ed*.

ma come non è colpa sua? è colpa di quelli che l'hanno votato e rivotato, è colpa di d'alema e co. che hanno preferito qualche riforma ad una legge seria sul conflitto d'interessi, possiamo dire che, materialmente, la colpa è di craxi ma non credo di scoprire l'acqua calda se dico che craxi era l'uomo di berlusconi in parlamento. non farmi tirare fuori la p2, dai, che non è luogo...

e poi, ci sono modi e modi di rispettare la legge. berlusconi non potrebbe essere proprietario di tv e giornali ma, come ad esempio succede in america (terra di democrazia, giustizia e libertà, ndr) con il blind trust, dovrebbe cederne la gestione a terzi effettivamente imparziali, non a figli e fratelli. e se lo fanno gli americani, che hanno un'esperienza democratica consolidata, un motivo ci sarà.

inoltre, puoi trovare curioso manifestare perchè uno rispetta la legge (parliamone, poi, dato le sentenze su rete4: un conto è rispettare leggi e sentenze, un conto è che il governo che presiedi approva proroghe che ritardano o annullano l'effetto di un provvedimento: questo è rispettare la legge ma...) ma non si manifesta per quello. e non è illegale manifestare per il cambio di un provvedimento o per risaltarne l'assenza: la democrazia non è affatto "curiosa".

in più, neanch'io troverei difficile rispettare le leggi che scrive il mio avvocato. e vorrei vedere, cazzo.

riguardo alla rai, no.
abbiamo vissuto il tg1 sotto mimun e lerner, tg di parte filogovernativi, è vero, ma oltre a dare interamente una notizia, quello che ha fatto minzolini non lo ricordo a memoria d'uomo: converrai con me che prima, almeno, avevano più dignità.
con i governi prodi vespa è sempre andato in onda e, eliminando la normale scia nell'opinione pubblica, non ricordo casi di cda convocati d'urgenza per discutere dei temi del programma, non ricordo direttori di rete dell'ulivo minacciare vespa o intimorire marzullo per via di presenze in studio non proprio correttissime: sebbene in quei tempi marcello dell'utri andò in studio per presentare dei diari di mussolini più falsi di una moneta da 50 euro. insomma, abbiamo visto un condannato per mafia cercare di riabilitare un dittatore fascista sul servizio pubblico e non è saltata nessuna testa. se santoro invitasse battisti per parlare di diari che riabilitano stalin vorrei vedere...

e soprattutto, tornando all'attualità, il buon minzolini non può pretendere di essere credibile parlando un minuto e trenta contro lo zero di un certo roberto saviano: siamo al paradosso. è vero che la rai è sempre stata lottizzata ma, almeno una volta, erano più scaltri e, di conseguenza, meno appariscenti. e in vita non mi sarei mai sognato di dover rimpiangere mimun.

il canone lo pagano tutti, gente di destra, centro e sinistra, non solo glik elettori di berlusconi che, al contrario, montano campagne per non farlo. non ho mai visto di bella, da direttore del tg3, fare un editoriale politico contro questo e quello. puoi colorare le notizie, fare inquadrature scorrette, panini, al limite fai un programma d'approfondimento ma il tg è sacro, se vuoi mantenere un minimo di credibilità.

per chiudere su berlusconi imprenditore: dato che razionalizza e pensa all'utile, dato che vespa fa ascolti flop da anni al contrario di fazio e santoro, nel nome dell'utile e dell'introito pubblicitario sarebbe vespa da cacciare per motivi tecnici, non gli altri due per ragioni politiche ma, com'è evidente, non si pensa all'utile dell'azienda quanto al tornaconto personale. la rai è pubblica ma, in ogni caso, è azienda. e di tutti, non di uno. così, più che pubblico, è servizio pubico. ed è per questo che ho aderito all'iniziativa di feltri contro il canone.

essere disgustoso* ha detto...

hai scritto:
"L'editore di una televisione o di un giornale fa esattamente questo: licenzia chi non gli garba. In una tv di Stato, l'editore è il potere politico. E licenzia chi non gli garba."

sì, così come in venezuela con chavez. ma dato che rimprovero questo a chavez dandogli del fascista perchè non dovrei farlo con berlusconi? e, innegabile conseguenza stretta, tu, che non lo fai con berlusconi, per me, stai giustificando anche chavez. poi, fai come vuoi, magari hai un debole per i "regimi democratici" a prescindere dal colore...

concludo su santoro per sfatare il mito che c'è libertà di stampa perchè annozero va in onda: se va in onda è grazie a quattro sentenze che ne impongono il reintegro nell'azienda e, finchè fa ascolti, la rai non ha il potere di cacciarlo. come d'altronde ha già fatto una volta.

essere disgustoso* ha detto...

ce l'ho fatta... fanculo blogspot...

Tommy Angelo ha detto...

Ciao ed.

Per chi passasse di qui per caso, ed si sta riferendo alla discussione a margine di questo post: http://bit.ly/16982D

Non ho capito bene a cosa dovrei risponderti, perché in cinque post hai condensato praticamente tutto quello che pensi di Berlusconi.

Quando dico che i giornalisti sono curiosi a fare manifestazioni per l'unica cosa legale che ha fatto Berlusconi, cioè occupare la Rai, intendo proprio questo. E' proprio curioso, perché verrebbe quasi da pensare che si agitino a comando, e più precisamente su ordine politico superiore, al pari di un Fede qualsiasi. Poi, siccome i loro referenti politici hanno fatto le stesse cose di Berlusconi, non mi pare strano che i loro giornalisti operino al pari dei giornalisti di Berlusconi.

La Rai non fa informazione, mai. Non l'ha mai fatta. Non mi interessa molto l'estetica dei giornalisti. Tv del potere è, con o senza Berlusconi. A te non piace che la Rai di Berlusconi non lasci parlare quelli che vuoi tu? Mi dispiace. Pensa però che la Rai non ha mai fatto parlare chi non era parte del potere politico. Quanto può interessare a costoro se la Rai fa propaganda di destra o di sinistra? E il canone è un abuso.

Il Berlusconi imprenditore ha una mentalità da imprenditore. Vuol dire che se la DC si metteva d'accordo con gli altri per tenersi solo una parte della Rai, Berlusconi – visto che non c'è nessun motivo vero per cui la DC doveva comportarsi così – cerca di prendersela tutta. Se non vi va bene questo, protestate perché la Rai è la cloaca del potere politico. Invece vi lamentate perché non potete usarla a vostro piacimento. Ma siccome non siete in grado di usare il meccanismo come Berlusconi, vi lamentate che Berlusconi usi il meccanismo. Troppo comodo.


ma dato che rimprovero questo a chavez dandogli del fascista perchè non dovrei farlo con berlusconi?
Puoi fare quello che ti pare. L'importante è che non cerchi si spacciare la facezia secondo cui è solo Berlusconi ha fare quello. Se tu istituisci una tv di stato, cioè sotto il potere politico, ci sarà sempre un politico a dettare la linea. Solo che a te questo va bene finché ci sono i politici che dici tu; non va più bene quando arrivano i politici che non ti piacciono. Ancora, troppo comodo. Se ti va bene una tv di Stato, ti va bene che se comanda Berlusconi sia lui a dettare la linea. Se non ti va bene, chiedi che venga abolita la tv di stato, non che Berlusconi agisca secondo le regole.

essere disgustoso* ha detto...

ciao, leggo ora la tua risposta.

riguardo all'occupazione rai, ribadisco: c'è sempre stata e, seppur non condividendo, la accetto.
quello per cui si deve manifestare è la mancanza di ritegno di quest'ultima generazione di occupanti che, dovrai riconoscere, da minzolini a masi, fanno a gara per farsi notare dal capo in maniera molto più squallida dei loro predecessori seppur di destra e piazzati lì da berlusconi allo stesso modo.

non voglio fare un discorso politico: del noce, per quanto di destra, ha dimostrato e dimostra un briciolo di buon senso. mazza, per quanto leghista, trovava sempre un compromesso. questi qui, no. vedo una stretta papabile che, in alcuni casi, mi fa temere. questi di ora mi fanno schifo, mimun era un sogno, al confronto. mimun.

riguardo all'informazione che voglio io, mi dispiace quando mi vengono messe parole in bocca: ho più volte ribadito che sono per l'esistenza sia di santoro che di vespa poichè esigo, esigo che tutti possano essere suscettibili di critica, più o meno severa o partigiana, starà a me giudicare poi se con fondamento o meno. ma minzolini, per esempio, sta davvero, davvero, davvero pisciando fuori dalla tazza. un conto è dare informazioni in modo fazioso, come facevano i lerner o i mimun, un conto è non darle affatto e non farti capire nulla di quello che sta accadendo.

io non sono del pd e ripudio i micropartiti di sinistra così come pdl e partiti di destra ma, se c'è il pd al governo, il pdl deve avere il suo spazio e viceversa. non ti sto a dire se è bello o meno ma, per la civile convivenza, necessario, poichè è così da quando c'è la televisione. ci siamo retti in equilibrio precario per 50 anni, senza intimidazioni del cda, senza cacare il cazzo per rinnovi contrattuali di programmi che fanno ascolti e che vincono tutte le sentenze per diffamazione. poche le epurazioni, da fo a paolini, di cui le ultime di stampo berlusconiano, fino a biagi, santoro e luttazzi.

accadimenti che non vorrei non si verificassero più: se chi ti critica viene cacciato, non c'è libertà di stampa.

quest'anno anche fazio, i cui modi non sopporto e che guardo solo in caso di ospiti irrinunciabili, ha rischiato di non partire. fazio, il nullismo mediocre che chiede scusa prima di dire buongiorno... perchè?

la dc si spartiva tutto, per l'appunto, per la civile convivenza. e un conto erano gli anni '70, un conto è oggi: discorso fatto 3000 volte ma, se berlusconi di suo ha 3 televisioni più raidue di destra e raiuno filogovernativo, cerca almeno di non rompere il cazzo a raitre. almeno. perchè altrimenti, se vuoi comandare anche lì, come già scritto in precedenza, si fa la fine di chavez. cioè la dittatura.

ed è questo che maggiormente ti rimprovero: io non faccio distinzioni tra peccatori ma valuto il peccato: chavez e berlusconi hanno un modo molto simile d'intendere il potere mediatico: se dici che berlusconi fa bene, anche chavez fa bene. chavez lo fa rispettando la legge come berlusconi, fermo restando che chavez governa un paese sudamericano e non uno degli 8 paesi più industrializzati dell'occidente culla di civiltà e democrazia.

perchè se reputi che non ci sia un motivo per spartirsi i media pubblici con le opposizioni, be', questo motivo si chiama proprio democrazia e rappresentanza di TUTTI quelli che pagano il canone, berlusconiani e non. se non vedi questo motivo, ripassa la costituzione e il diritto pubblico.

berlusconi non può trattare la rai come fosse casa sua poichè, quei soldi, sono anche miei come di tanti altri che vedevano i biagi e i luttazzi, e non è giusto che io non possa più vederli perchè un signore in andropausa si gira col culo storto.

tutto qui.

e quando si tornerà a parlare del regime brutto e cattivo di chavez che nazionalizza qualsiasi cosa, tornerò a trovarti. ma solo per il gusto di darti del "comunista".

saluti,
ed*

Tommy Angelo ha detto...

Ciao ed

forse c'è un'incomprensione di base tra me e te. Io non sto dicendo che Berlusconi "fa bene", nel senso letterale del termine.

Cioè, forse tu hai inteso che io sia un sostenitore di Berlusconi. O un nemico della sinistra.

Forse non hai letto i due post che ho dedicato alla vicenda, ma se ti prendi 5 minuti capirai che mai e poi sono avallo, nemmeno in minima parte, l'operato di Berlusconi.

Quello che sto cercando di dirti è che se si organizza un sistema di spoliazione della tv pubblica, il fatto che ci si spartisca la torta mettendosi d'accordo è solo un caso: prima o poi arriverà qualcuno a prendersi tutta la torta. E' inevitabile.

I ve vi ta bi le.

E' stato Berlusconi, poteva essere qualcun altro. Ma se il sistema permette questo, deve essere cambiato il sistema. Non si può sperare che un sistema bacato funzioni perché chi ha il potere riesce a tenere a freno la propria ingordigia.

Per te ci devono essere sia Vespa che Santoro. Per me non ci deve essere nessuno dei due. Non ci deve essere una tv pubblica mantenuta con il prelievo fiscale e retta dal potere politico. A prescindere da quale.

Spero di essere stato chiaro.

Poi di Chavez so poco, ma i capi politici di solito non mi piacciono a prescindere.

essere disgustoso* ha detto...

ok.
riassumiamo: tu dici che la rai andrebbe privatizzata. è un discorso che condivido ma che, al contempo, trovo utopico. sono quelle riforme necessarie, come l'abolizione di una camera, delle provincie o la riduzione dei privilegi dei parlamentari, che l'intera politica, in ogni legislatura, si promette di fare. ma a partire dalla prossima legislatura.

in ogni caso, anche privatizzando, chi ti dice che ogni rete non prenderà un partito di riferimento così come già accade nella stampa? berlusconi montava campagne mediatiche [spettacolari quelle di sgarbi] contro falcone e borsellino ben prima di entrare in politica.

e non è impossibile tenere a freno la propria ingordigia. non è inevitabile. assolutamente. e il fatto che in italia solo berlusconi si sia comportato così lo dimostra: solo lui non può evitarlo. basterebbe votare gente con un minimo di buon senso, da fini a casini, non ducetti che non tollerano critiche.

anche per questo, oltre ai motivi scritti nei post precedenti, sono andato a manifestare. e il motivo del tanto discutere, e dell'incomprensione, è nato dalla tua prima risposta su yossarian: quel "non è colpa sua", che mi ostino ancora a non mandare giù. e berlusconi rispetterà la legge ma, come accadde quando cacciarono luttazzi, tramite espedienti: la mediaset chiedeva risarcimenti assurdi che, secondo lo statuto rai, sarebbero bastati quantomeno a sospendere il programma. così con sabina guzzanti.
querele, successivamente, cadute nel vuoto.

rispetti la legge, non commetti nulla di illegale ma è, a tutti gli effetti, una censura politica che ottieni grazie ad una tua azienda in palese conflitto d'interessi. anche mussolini, ai suoi tempi, faceva fuori i suoi nemici rispettando la legge.

francia, gran bretagna e (se non ricordo male, correggimi se sbaglio) germania hanno televisioni semi-pubbliche ma, in ogni caso, quando si scelgono i dirigenti le influenze contano anche lì.
considerando che nè sarkozy nè brown posseggono reti televisive, non cercano di controllare totalmente anche l'ultimo brandello di servizio pubblico per fare propaganda. le altre nazioni, così come noi prima di berlusconi,riescono a controllare la propria ingordigia. da noi, questo ducetto in miniatura no. ed è anche per questo motivo che sono andato a quella manifestazione.

chiedere la liberalizzazione della rai è bello ma, come succede in italia quando si privatizza [anche parzialmente] qualcosa [vedi eni, alitalia, telecom...], temo gli effetti. insomma, non vorrei che berlusconi silvio vendesse la rai a berlusconi piersilvio o a qualche ex dirigente fininvest, per intenderci. sarò paranoico ma non vedo tempi maturi per questo genere di cose.

comunque, è stato un piacere discutere con te.

saluti,
ed*