Il guretto è coprolalico

Senza voler iniziare la fiera delle banalità, ma un aspetto peculiare del webduepuntozero è che permette la riproduzione su scala minore ma estremamente capillare di certe dinamiche già presenti nella società che finora erano limitate per ragioni economiche e tecniche. Una di esse è la proliferazione di guru in miniatura, di guretti potremmo dire, cioè di personalità o di autori che radunano attorno a sé folte schiere di lettori che li considerano dei veri maestri del pensiero. Per un po' mi sono interessato a queste personalità, praticamente dei blogger, per capire come mai riscuotano così tanto successo. Voglio sottolineare che non ho un blog particolare in mente, l'analisi potrebbe essere la stessa per blog con un milione di visitatori unici al giorno, come per il blog da 500 accessi al giorno. È solo il meccanismo che mi interessa.

Un giorno mi sono messo a leggere tutti i blog “famosi” di cui ero a conoscenza o di cui si sentiva parlare in rete. Famoso è in senso lato: diciamo quelli che bene o male un po' tutti conoscono in rete, non solo il blog di Grillo. Per ognuno di essi sono passato grossomodo attraverso le medesime fasi di approccio: ad una iniziale fascinazione seguivano una parziale affezione ed una relativa assiduità delle visite al blog. Dopo qualche tempo, iniziano a affiorare i primi sentimenti di critica verso i contenuti. Poi subentra un malcelato senso di avversione finché non arriva il desiderio di rompere con il blog in questione.

Ho trascorso molte pause pranzo e caffè rimugiando la cosa, perché trovavo davvero interessante che i vari guretti della blogosfera, pur tutti diversi tra loro, riuscissero a farmi passare attraverso gli stessi stati d'animo senza che io quasi me ne accorgessi. Finché ho udito il plick delle dita che schioccano e ho capito di aver capito.

Primo: il guretto non ha successo per quello che dice. Dei guretti che ho letto, mi sono reso conto che nessuno proponeva niente di particolarmente intelligente o eterodosso o trasgressivo. Il mero contenuto si limitava a esporre pensieri già noti e ampiamente dibattutti. Credo che la fascinazione derivasse proprio dal fatto di leggere un pensiero che di fatto condividevo anche io. Come quando si incontra qualcuno e si scopre di avere gli stessi gusti musicali, questo crea una connessione ed un interesse che riescono a rompere l'iniziale differenza.

Se il blogger in questione scrivere per più di qualche volta un post che piace, si attiva un meccanismo di autosoddisfazione. È in parte lo stesso meccanismo grazie al quale le serie poliziesche o mediche hanno successo: che senso ha guardare i vari episodi di un telefilm in cui si sa già che il poliziotto stanerà l'assassino e il medico guarirà il paziente affetto dal più raro morbo conosciuto? Perché rassicura e conferma, e questo dà piacere. Periodicamente si va a leggere dei pensieri che già si condividono e questo provoca soddisfazione perché conferma i nostri pregiudizi, cioè l'idea che noi ci siamo fatti della realtà e che portiamo con noi come strumento per codificare il mondo.

Sul lungo termine però questa è una strategia pericolosa. Mentre con le storie alla tv ho fatto il tacito accordo di ricevere del piacere in cambio della non critica, perché ambo le parti convengono che si tratta di mero entertainment, quando si leggono i blog dei guretti questo non può avvenire, visto che il guretto non vuole intrattenere, ma spiegare ed educare ed informare. E se il guretto ti spinge a pensare, spingi che ti spingi arrivi a pensare anche riguardo al guretto medesimo. E quando la prima crepa è in vista, la diga è pronta a crollare. Principalmente il problema è che, leggendo assiduamente, col tempo si cominciano a vedere incongruenze con quanto scritto in precedenza, il persistere su certi temi con eccessiva acribia, una certa intransigenza di posizioni...

Alla fine, quando si prova a smontare razionalmente una sola idea del guretto con la quale non si è d'accordo, a causa della mole di inesattezze e contraddizioni ci si trova a dover lasciar perdere la discussione e a dedicarsi al debunking a tempo pieno. Io, siccome penso che il debunking sia un pessimo modo di occupare il proprio tempo, di solito mi fermo qui. Anche se poi scopro che ho voglia comunque di leggere quello che il guretto dice.

Partendo da questi presupposti, credo di poter dire che per avere un blog di successo non serve molto. Bastano uno o due contenuti, massimo tre a voler esagerare. Quei contenuti vanno riproposti con costanza e vanno gradatamente trasformati da opinione personale a strumento gnoseologico universale. Non è davvero importante cosa pensate, l'importante è che sia condivisibile dagli altri. Non ci sarà mai un blog di successo che parli di come molestare i ragazzini prepuberi, ma partendo da argomenti di per sé “giusti” si può arrivare ovunque. Esempi a caso: meno tasse, meno inquinamento, più salute sono tutti temi che non trovano una avversione di base. Conoscete qualcuno che sia favorevole all'inquinamento o alle tasse elevate? No, spero.

Quando si scrive un post, articolare il ragionamento in maniera complessa non paga. Una volta trovata un'idea di base che si accordi ad uno dei contenuti che veicolate, ripetetela in continuazione per tutta la lunghezza del post. Il rapporto di causa ed effetto non serve a niente. Limitarsi a giustapporre delle frasi che rimandano costantemente all'idea di base è la strategia migliore.

Ultimo ma non per importanza, la forma. Per quanto il contenuto sia indispensabile, il modo in cui lo esponete lo è altrettanto. La cosa migliore è avere un atteggiamento aggressivo, meglio se rivolto ad un gruppo particolare. Quale gruppo scegliete è meno importante di sceglierne uno. Chiaramente è meglio evitare di attaccare certi gruppi già vittime di persecuzioni in passato: non significa che la strategia non funzionerebbe, ma vi creereste da subito molti nemici. E sareste degli stronzi. E poi di gruppi ce ne sono tantissimi: comunisti, fascisti, capitalisti, massoni, donne, uomini, giovani, non ci facciamo mancare niente.

Anche il linguaggio deve essere aggressivo: l'uso del turpiloquio è fondamentale. Noi italiani – che facciamo un uso smodato di parolacce e bestemmie – quando le leggiamo nei blog vediamo confermate le nostre abitudini e questo piace. Anche se si dice che si usano le parolacce per andare contro al conformismo del politicamente corretto (palle).

Ricapitolando: poche idee, non argomentate, ripetute con regolarità; atteggiamento aggressivo e uso del turpiloquio. Ora siete pronti per essere dei guretti perfetti.

Per testare la vostra popolarità, assolutamente non perdete tempo a valutare i consensi che ricevete. La popolarità si misura in base all'odio e agli insulti ricevuti. Avendo scelto di essere guretti, avete anche scelto di parlare alla pancia del lettore e quindi alle sue emozioni. Se siete dei veri guretti, riuscirete a smuovere le emozioni di chi non la pensa come voi, scatenando reazioni anche violente. Si è veramente famosi quando si forza qualcuno a sprecare il proprio tempo e le proprie energie a leggervi per insultarvi e scrivervi mail piene d'odio. Nessuno che la pensa come voi perderebbe 20 minuti di tempo per scrivervi quanto è d'accordo con quello che dite, ma se una persona che non condivide niente di quello che pensate, anziché ignorarvi, si incazza, vuol dire che siete così tanto presenti nella sua vita da essere un fastidio. Siete cioè famosi.

Questa è l'opinione che mi sono fatto. Magari mi sbaglio, ma vorrei fare una prova: sono disponibile a scrivere uno o più post su un argomento scelto da voi, uno qualunque magari non troppo scontato, seguendo queste guidelines, per vedere le reazioni di chi mi legge. Ma secondo me ho ragione io, e i fatti mi cosano.

15 commenti:

mauro ha detto...

per andare giù duro potresti disquisire su che cosa intende berlusconi con "l'amore vince su tutto".saluti,mauro.

Anonimo ha detto...

Ciao T.
bello il post. parole efficaci e precise. Io sono un o che , come te sbircia, s'innamora e poi fatalemte tradisce. mi sono reso conto che il più delle volte quello che mi spinge a tradire non è il "guretto" di turno, ma il volk al suo seguito che si accoda , lo segue, annuisce e lo difende.se mi guardo intorno solo 2, ad oggi, sono i siti/blog che non tradisco e sono questi due : comedonchisciotte e chicago-blog. potrai evincere che sono diversissimi ma , nel loro piccolo estremamente interessanti, il primo per la eterogeneicità degli articoli, degli autori e del rispetto ( anche se ultimamente orde di cafoni ignoranti e maleducati hanno iniziato a postare in modo mai visto prima - e puntualmente richiamati all'ordine ) . il secondo perchè a sostegno di una visone economica del mondo ( condivisibile o meno ) ne propone voci diffuse e variegate.
per il resto il quadro che tu fai è tristemente perfetto.
tschuss
alberto

Rodger ha detto...

Dici che alla fine varrebbe la pena diventare un guretto? :)

essere disgustoso* ha detto...

"Non ci sarà mai un blog di successo che parli di come molestare i ragazzini prepuberi."

la pensi così? io invece ti dirò che il mio blog arriverà lontano :-D

Anonimo ha detto...

Trovo dolorosa solo l'idea di essere vittima di un meccanismo così banale, ma ammetto che potresti aver fatto centro.

Attila ha detto...

"Conoscete qualcuno che sia favorevole all'inquinamento o alle tasse elevate?"

Beh, alla domanda posta proporrei una risposta articolata: alla prima classificazione sui favorevoli all'inquinamento, conoscerei qualche miliardata di cinesi e una buona fetta di ammmerigani; alla seconda classificazione mi viene in mente solo il giovine e rampante Padoa Schioppa con la sua mitica dichiarazione ormai datata ottobre 2007 "le tasse sono una cosa bellissima". Chissà se tiene anche lui un blog di successo come Mastella?

Cordialità

Attila

Tommy Angelo ha detto...

@ mauro: ma un argomento un po' meno scontato no? Comunque vediamo, mi devo un attimo informare perché non ho idea di cosa abbia detto questa volta :-)

* * *

@ alberto: sì certo, il fenomeno del tifo da blog è elemento consustanziale alla gurettitudine. Su quello purtroppo c'è poco da fare, se non evitare di leggere i commenti, che però è un grave handicap per un blog.
Su Comedonchisciotte, devo riconoscere ai responsabili grande apertura di vedute ed effettiva ricerca della pluralità delle voci ospitate. Mi trovo in disaccordo con quanto pubblicato più spesso che no, ma siamo comunque ad un livello molto superiore rispetto alla media dell'editoria on-line. Ultimamente però la presenza di complottismi catastrofisti si è fatta un po' troppo intensa, anche perché se ascoltavamo certe voci di 4 anni fa a quest'ora ci saremmo già estinti come specie.
Chicago-blog non lo conoscevo e sono andato a dargli una scorsa veloce. C'è Giannino e lui non mi piace per niente. Poi, se pure io con i liberali all'italiana condivida alcune posizioni, li trovo sempre un po' ingenui nel ritenere un modello economico di per sé giusto, quello del libero mercato, un paradigma universale che spiega e giustifica il mondo: non perché io invochi atroci limitazioni stataliste, ma perché purtroppo, come la mappa non è il territorio, così il modello economico non è la società.
E poi mi fanno sorridere perché ritengono i limiti di velocità e le leggi sul fumo operazioni da INGSOC volte a creare uno Stato di polizia. Ammetto che un uso meno inflazionato della parola “libertà” non mi dispiacerebbe.

* * *

@ Rodger: non so se valga la pena divenare guretto. Presumo dipenda da quale scopo ti prefiggi. Se vuoi diventare guretto per il gusto di esserlo, allora sì, ne vale la pena. Se vuoi diventare guretto così da avere un ritorno economico grazie alla pubblicità, può essere una buona idea, anche se non credo che possa dare una svolta economica significativa, se non accompagnato da strategie di supporto e integrazione, tipo stampa di libri, collaborazione con giornali eccetera. Penso, ma non ho idea di quanto paghi Google Ad, che il ritorno economico non sia strabiliante, a meno di non avere davvero tanti lettori unici giornalieri.

Se invece vuoi diventare guretto per cambiare il mondo o diffondere consapevolezza, no non credo valga la pena, perché non succederà.

* * *

@ ed*: comprendo sempre di più perché hai scelto quel nick :-)

* * *

@ Attila: risposta articolata è no buona. Non ti applichi, eh :-D Non credo comunque che cinesi e americani siano favorevoli all'inquinamento. Semplicemente, sono disposti a pagare il prezzo dell'inquinamento in cambio di determinate condizioni di vita. Come lo sono anche io: preferirei vivere senza gas di scarico, ma non voglio rinunciare ad avere una mobilità generale che permette una vita migliore a tutti. Quindi accetto un dose di inquinamento atmosferico, perché mi permette condizioni di vita generali migliori. Se l'alternativa è vivere come quando non c'era il motore a scoppio, be', allora andiamo tutti nei paesini di campagna dell'India, dove non ci sono macchine e si vive come una volta. Con la malaria, la tubercolosi e l'acqua avvelenata da escrementi umani e animali. Urrà :-)

Padoa Schioppa: non mi stupisce l'affermazione secondo cui quello che gli permette una vita più che agiata sia bello. Direi lo stesso anche io :-)

Yossarian ha detto...

Oh che bello, oh quanto interessante.
Davvero. E condivido tutto.

Il sciur Tommy e' senza dubbio uno dei blogghi che amo di piu'.

Mi garba questo: "il re e' nudo", mi piace questa sincerita', e per onesta' intellettuale e senza alcuna pieta', o autoindulgenza, vediamo dove anche il sottoscritto si accoda supinamente alle "tendenze" della blogopalla e dove invece si tratta di scelte personali, naturalmente opinabili.

Vediamo anche di esaminare alcuni aspetti che secondo me hai tralasciato.

Premessina: io non credo di avere un blog di successo, non ho idea di come si misurino i parametri del successo di un blog, non me ne frega un cazzo (le parolacce!), e comunque ammetto di rientrare in alcuni dei parametri da te elencati, anche se non sono un guretto, ma fondamentalmente un gran rompiballe.

A) La prevalenza dell'ego.

Guarda Tommmy, come forse sai dal momento che mi segui da qualche tempo, ho suonato semiprofessionalmente la batteria per 25 anni ( gli ultimi dieci non esattamente nei gruppi della parrocchia) e ti posso assicurare che quello che vedo sulla blogopalla e' niente in confronto a cio' che accade nel mondo della musica professionale e non.

Ho visto fratelli lanciarsi minacce di morte per rivendicare la paternita' di un inciso o di un CD, e amici per la pelle arrivare alle mani per una percentuale sul bordero' della Siae...

I guru egomaniaci della blogosfera, mi lasciano decisamente indifferente.

Quando sei sopravvissuto agli squali, nuotare fra i piranha e' una passeggiata...

Fra l'altro, se hai un ego ipertrofico, e' consigliabile non fare il musicista, perche' la prima cosa di cui ti rendi conto e' che il mondo e' pieno di gente che suona molto meglio di te...e non ci puoi fare un cazzo. Ma proprio niente.

Il fenomeno del guretto blogghico, e' a mio avviso paragonabile a quello del musicista bravino di una citta' di provincia che si crea una folta schiera di aficionados, ma che raramente si avventura su palcoscenici piu' grandi per paura del confronto, che in molti casi ridimensionerebbe notevolmente la sua statura e il suo carisma.

Come diceva il Lucifero di John Milton : "e' meglio regnare all'inferno che servire in Paradiso"...

In piu', il guretto ha a disposizione un'arma che il musicista non ha, ossia la censura.

Pensa poter pubblicare un CD, con la possibilita' di cassare tutte le recensioni negative. Impagabile.

Continua...........

Yossarian ha detto...

......

B) Urla e strepiti

Lo ammetto e non ho problemi: mi ci sono accodato anch'io.

Nel mio caso contro la sinistra, che da liberal-progressista ritengo sia ormai alla bancarotta morale.

Questo tuttavia non giustifica i toni da "furore luterano" e da predicatore, che anche il sottoscritto utilizza e che francamente, diciamola tutta, sono molto noiosi.

Se ti puo' interessare un outing pubblico sulla linea editoriale, ti comunico che alla stessa conclusione sono arrivato anch'io, e che sto riflettendoci per operare una decisa sterzata, se non nei temi, quantomeno nei toni e nella linea analitica.

In base alla mia personale esperienza nel campo della carta stampata e dell'editoria, che sono stati il mio lavoro ufficiale per 15 anni, credo che molti blogger stiano buttando alle ortiche la possibilita'enorme offerta dai blog per offrire analisi approfondite e spesso molto piu' professionali e intelligenti di quelle della stampa mainstream, per gridare "governo ladro", o crearsi un seguito "carbonaro" di adepti che mi ricorda da vicino organizzazioni o sette tipo Scientology, o le varie chiese di sbroccati tipo reverendo Jones in Guyana.

Mi viene in mente l'analogia bellica con i tank:
Macchine in grado di cambiare il volto delle battaglie, che pero' vennero utilizzati malissimo, finche' qualcuno (purtroppo), ne realizzo' il potenziale bellico e distruttivo come mezzi indipendenti dalle concezioni tattiche e strategiche tradizionali.

Continua.... (e sara' l'ultimo pezzo, don't worry, ora devo andare dall'avvocato...)

mauro ha detto...

ma è proprio in questi frangenti che si vede il guru, il tessitore di trame,il vero genio bloggaro,un guizzo,un lazzo,un gesto istrionico,faranno di te un aidoru,le masse ti ameranno/odieranno.(io l'ho presa con ironia,ho sbagliato qualche cosa?)ciao,mauro.

Yossarian ha detto...

Least but not last:

C)"siamo stati pugnalati alle spalle"

Caro Tommy, tu parli di debunking del guretto e di come quest'ultimo si produca spesso in stupidaggini infondate e luoghi comuni, ammantati da grande e trasgressiva verita'.

Tu scrivi: "Bastano uno o due contenuti, massimo tre a voler esagerare. Quei contenuti vanno riproposti con costanza e vanno gradatamente trasformati da opinione personale a strumento gnoseologico universale"

La cosa non mi sorprende, e mi scuso in anticipo per la reductio, che tuttavia non ha come scopo paragonare il guretto a un mostro, bensi' analizzarne la dialettica.

Anni fa mi trovai a dover redarre una scheda editoriale per il secondo Mein Kampf: esiste, non e'un falso come i famosi diari di Hitler, e raccoglie tutti gli scarti del Mein Kampf mai pubblicati

Credo che non ti sia sfuggita l'ironia..."gli scarti del Mein Kampf"

Dopo 2 minuti di lettura ero completamente rapito dal testo, e non perche' fossi diventato un nazista, ma perche' capii' come funziona la macchina delle "palle propagandistiche colossali".

Si prendono due o tre fatti veri o verosimili, li si isola dal contesto storico, e ci si costruisce sopra una immensa impalcatura di cazzate, possibilmente fornendo dati e cifre, in maniera totalmente strumentale.

Il farlocco dira': "eh, pero' ha ragione, questa cosa e' vera"...e da quel momento si beve tutto il resto.

Nel caso del Mein Kampf i fatti veri o verosimili che Hitler separo' dalla realta' storica erano:

L'esercito tedesco di Ludendorff e Hindemburg non e' stato annientato dal nemico al momento della resa ( come accadde 25 anni dopo)

Molti finanzieri e protagonisti della finanza internazionale sono ebrei.

Fra i comunisti sovietici c'erano parecchi ebrei.

Ora, a parte che il primo fatto e' verosimile, ma non vero, poiche' Ludendorff e Hindemburg avevano deciso di gettare la spugna nell'ottobre del 18, per risparmiare alla Germania quelle distruzioni che subi' invece 25 anni dopo, e per mantenere un simulacro di potere:

Il fatto che molti finanzieri siano ebrei e che Trotsky fosse ebreo e' innegabile, ma non significa che esiste un complotto demoplutocratico delle democrazie anglosassoni e del bolscevismo per distruggere la Germania e il mondo.

La metodologia dialettica del guretto e' cosi' analoga a quella d Hitler, o di Stalin, o di qualsiasi altro dittatore o propagandista.

D) Conclusione

Io faccio mea culpa nel mio piccolo, e non nego di essermi adagiato a un certo andazzo blogghistico, anche se come ho gia' detto vorrei cambiare direzione.

Nel mio caso ti posso garantire che non e' una questione di ego, o di voler un seguito.

Fosse per quello, ricavo molte piu' soddisfazioni a suonare qui a Londra e a ricevere complimenti (quando suono bene) dal pubblico o da altri musicisti.

La mia ammissione e' perfettamente in linea con la mia linea editoriale, dal momento che il mio blog lo considero come un pub dove puoi entrare e discutere di Joyce o delle tette della cameriera, e che non mi faccio scrupolo a fare marcia indietro quando e' il caso, o a dar ragione a un ospite, se produce un discorso coerente.

Infine, mi ci diverto un sacco, visto che per la prima volta in 15 anni, non ho scadenze editoriali e limiti di righe da rispettare.

Ciao e complimenti per il post


PS Essere Disgustoso e' uno di quelli con cui mi piace dissentire (capita spesso) ferocemente, ma in maniera civile e quando possibile, stimolante.

Perche' e' persona civile. E ha un bel senso dell'umorismo, come prova la battuta del suo commento LOL.

Yossarian ha detto...

PS dimenticavo:

Le parolacce.

A me l'italiano "ruspante" dei bloggers piace da impazzire, compresi tutti i neologismi che vengono coniati.

E' una lingua davvero molto piu' viva di quella di tanti e presunti scrittori d'avanguardia che per lavoro mi e' toccato sorbirmi,e che sono solo una grandissima rottura di palle.

Quanto alle parolacce, e' una questione di stile e selezione naturale, come nella musica.

Chi le usa bene, diverte e viene letto, chi ne abusa, o non le sa usare, annoia e viene abbandonato.

Ma a me non dispiacciono.

E infatti continuero' a utilizzarle.

Perche'?

Perche' sono qualunquista e demagogo.

:-)

Tommy Angelo ha detto...

Mauro, scusa non avevo capito la sfumatura ironica :-) Allora sì si può fare. Non subito però, domani mi aspetta quella decina di ore di macchina per tornare a casa. Quando mi riprendo butto giù qualcosa.

* * *

Ciao Yossarian. Tutto vero quello scrivi, anche se non credo che ci sia una vera ricerca di affermazione del proprio ego. Il paragone con la musica non tiene conto del fatto che lì ci sono soldi in mezzo, che cambiano totalmente le carte in tavola. Io stesso oggi ho ferito gravemente cinque persone per 5 euro trovati sul marciapiede :-)

Il fatto è che non credo che le varie blogstarz siano partite con l'idea di diventare blogstarz; credo che ci si siano più che altro trovate. Sono partite così, tanto per, e probabilmente avevano quel qualcosa in più che le faceva piacere. Poi il resto secondo me nasce e si sviluppa da solo: inconsciamente si comincia a dare al lettore proprio quello che il lettore chiede, e alla fine ci si trova a scrivere post savonaroleschi, in cui tutto è bianco e nero e urlato, perché si sa che quello piace.

Io stesso in un lontanissimo passato, quando ancora portavamo i calzoni corti, ho scritto delle cose orrende, ma che piacevano perché scritte di getto, senza riflessione, a tinte forte e senza mezzi termini. A me questo ha spaventato un pochino. Il pubblico vuole il sangue e non è così facile dire di no al pubblico, quando brama la soluzione più facile.

Sulla reductio ad Hitlerum non ti preoccupare, perché condivido. Quando lessi il Mein Kampf rimasi stupito perché pensavo di trovarci dentro chissà quali terribili discorsi splatter e invece è solo una noiosa infilata di opinionette della serva condite in modo da farle passare per chissà quali rivelazioni. È lo stesso meccanismo, evidentemente.

Però non capisco una cosa: perché ti senti tirato in ballo? Voglio dire, il tuo blog è il contrario del blog per iniziati. Anche quelli che tu definisci attacchi, si vede chiaramente che sono sfoghi nati dalla disperazione, più che scelte di aggressività voluta. Insomma, per quel che mi riguarda, vai tranquillo che vai bene (però se non l'hai usa Google Analytics, è un bel modo per tenere sotto controllo il tuo traffico).

Comunque, anche considerare il proprio blog un bar potrebbe non essere una scelta così neutra: Hitler cominciò da una birreria ed il Risorgimento l'hanno inventato nei caffè :-D

Ah, riguardo alle parolacce. Io le considero un semplice strumento retorico. Sono uno strumento retorico molto potente, all'interno del genere letterario del blog. Ma come l'anafora e altre figure retoriche molto efficaci, va usato con assoluta parsimonia, pena l'inflazione. È come gli effetti speciali in un film: pochi e ben dosati sono fichissimi, troppi servono a coprire la mancanza di contenuti.

essere disgustoso* ha detto...

@yoss
quale battuta?

Yossarian ha detto...

@ED

"quale battuta?"

Questa.

:-)