Psicopatologia della trasferta di lavoro

Sono molto molto depresso.

La trasferta di lavoro mi ha messo di fronte ad una realtà sconcertante. Dato un campione numericamente consistente di esemplari di uomini e messo di fronte a situazioni simulate in cui si trova a dover scegliere tra l'opzione corretta e quella scorretta, immancabilmente il campione sceglierà quella scorretta.

Poiché le opzioni sono due e poiché l'opzione sbagliata si dimostra tale immediatamente (vista l'impossibilità di continuare la simulazione) verrebbe da pensare che il campione di uomini adotti quindi quella corretta. Invece no, il campione persiste nel scegliere l'opzione chiaramente scorretta.

Quel che è peggio, è che se al campione viene suggerita palesemente l'opzione corretta, non la seguirà e continuerà a sbagliare pur sapendo di sbagliare. Pur sapendo cosa deve fare, farà il contrario.

Il soggetto proseguirà ostinatamente nell'errore finché ad un certo punto qualcosa scatta nel suo cervello e cambia azione e passa a quella corretta.

Ho visto ripetersi questo schema così tante volte che mi sono convinto che siamo tutti così. Facciamo cazzate senza saperlo, pur sapendolo e nonostante ci venga detto che sono cazzate. Dopo un po', senza motivo, smettiamo.

Sono molto molto depresso.