Addominali a tavola e bicipiti al bancone

Quando sono arrivato in Germania mi pareva di stare in un covo di esaltati per lo sport. Non c'era solo il fatto che vedevo tutti correre, andare in palestra, correre al parco, andare in palestra, correre in riva al fiume, correre e sempre correre. 

Erano pure tutti attrezzati, impegnatissimi, con le scarpe giuste, l'occhialino aerodinamico. E le biciclette? Io che vengo da una terra di ciclismo pensavo di averne visti di esaltati, ma mi sbagliavo: perché da noi si scherza un po' sui signori che s'inguainano nei vestitini di licra, ma qui li vedi girare sulle bici da crono.

Io non sono mai stato uno sportivo, ma proprio per niente, e così ero molto impressionato e anche un po' in soggezione, perché mi sentivo veramente un botolo paffuto in mezzo a dei tronchi d'uomini che non c'era paragone proprio.

Ma, come ho già scritto, nell'ultimo annetto mi sono rimesso in una forma accettabile. Non sono un atleta, non ho gli addominali scolpiti nell'acciaio, ma insomma non faccio più pena. In poche parole mi sono trovato ad essere uno di quelli che un po' temevo un po' ammiravo anni fa. 

E a questo punto mi è crollato tutto, perché mi sono reso conto che i tedeschi fanno molto sport, corrono molto (non avete idea di quanto corrano, tutti e sempre), spendono una marea di soldi in attrezzatura, ma poi, se valuto quanta fatica fanno, quanti chilometri corrono, quante calorie bruciano, allora lì è tutta un altra storia. Perché un conto è andare a corricchiare due volte a settimana, un conto è fare 15 chilometri in un'ora. 

Le prime volte in palestra mi sono reso conto di essere sempre e comunque il più piccolo del gruppo (maledetti ariani). Tutti sti tizi con i muscoli grossi, alti e lunghi. Embé, dirà il lettore, e a te che t'importa? T'importa quando ci devi salire sul ring a fare sparring, eccome se t'importa. 

Dicevo, questi tizi col muscoletto gonfio, le scarpe da boxe alte fino al ginocchio, i guantoni da centinaia di euro... si comincia a boxare e così - mosso più da paura che da strategia - mi metto a volare in giro per il ring, a schivare, a muovermi di qua e di là. E alla fine tutti che mi dicono stupiti "ma quanto fiato hai?", "ma quanto sei veloce?"

E mi si è insinuato il dubbio: ma se una schiappa totale come me, con solo qualche mese di allenamento alle spalle dopo anni di inattività, riesce a battere sti marcantoni contando solo sul fiato, ma vuoi vedere che...

Così ho cominciato a fare attenzione ai dettagli. Quando vado a correre (e io sono la vergogna per qualsiasi runner, sono un insulto vivente al concetto di corsa, dico solo che ho un total-look Kalenji) guardo quelli vestiti tutti tecnici. Di solito li guardo mentre li sorpasso, perché vanno così piano che si fanno superare persino da me. Qualche settimana fa ho fatto l'incontro di una vita: ero al parco, meteo nuvoloso con temperatura sotto i dieci gradi. Vedo questo tipo con canottiera, pantaloncini corti, calzettoni lunghi fino al ginocchio, cappello con visiera e con quella specie di veletta nella parte posteriore che si usa per proteggersi dal sole dei tropici, cintura con 4/6 borracce d'acqua, che procede a ad una velocità che si attestava intorno a "nonna che fa a fare la spesa col carrello".

Poi io giro in bici, ma non la uso per fare sport, non mi alleno per niente. Però quando esco non manco mai di trovarmi a sorpassare il gruppetto di ciclisti amatoriali con le loro bici da migliaia di euro. Che voglio dire, cosa li spendi a fare quei soldi se devi andare più piano di uno che sta uscendo a bersi una birra? E vogliamo parlare di quelli che vanno con la bici da crono sulle piste ciclabili? Una bici da crono costa un sacco di soldi e non credo sia nemmeno tanto facile da guidare: perché butti via centinaia e centinaia di euro per fare quello che potresti fare con una qualunque bicicletta presa a caso?

La cosa bella è che tutti questi sportivi poi vanno a casa e si mangiano insaccati e salsicce a colazione, mentre reintegrano i liquidi persi con ampie caraffe di birra.

Quindi ho capito che lo sport in Germania è come la religione in Veneto: in chiesa ci vai quando e perché bisogna, ma questo non ti impedisce di bestemmiare tutti i santi del paradiso quando ne senti il bisogno.

E la morale implicita è che qualunque bel principio, quando diventa senso comune, viene ridotto ad una serie di pratiche esteriori in modo che la maggior parte delle persone lo possa seguire possa pensare di adottarlo, senza però che la loro vita ne venga minimamente influenzata.

6 commenti:

DuckZ q ha detto...

Bel post! E ora che mi ci fai pensare, anni fa andavo a correre con un tedesco... attrezzato con magliette in microfibra e scarpe da battaglia. Lui correva tutti i giorni da anni, io niente da mesi e mesi, eppure lo mollavo indietro, facevo un percorso più lungo e arrivavo prima e meno distrutto. Pensavo di essere un fenomeno io... mi hai distrutto un mito! :D

Io da programmatore odio quelli che si comprano cellulari con cpu a 1Ghz, computer da migliaia di euro e poi tutto quello che fanno è andare su facebook. Ma a ognuno le sue manie!

Tommy Angelo ha detto...

E' la tassa sulla furbizia

bionda84 ha detto...

E' veroooo!! Quando ero su, ho notato anch'io questa smania nordica per la corsa, la forma fisica ecc.ecc. Tutti perfettamente equipaggiati. Intendo come dei maratoneti olimpici. Io, che sono una tappa culona, corro da un po' e l'unica cosa che mi interessa e per cui spendo un po' sono le scarpe. E nonostante tutto le ho sempre stracciate e, giuro, sono una pippa. 

s|a ha detto...

grande tommy. siccome era da un po' che mi facevo schifetto fisicamente, avevo le palpitazioni al terzo piano di scale, dolori muscolari quella volta ogni due tre anni che trombo, complice il trasloco a mestre e la vicinanza del parco s. giuliano ho appena ricominciato ad allenarmi: corsa pure io. ho un programma in dieci livelli facilmente trovabile in rete che fra una quindicina d'anni, se non schiatto prima, dovrebbe farmi arrivare ai 10 km di corsa. nel frattempo anch'io ostento con nonchalance un total-look Kalenji dai colori più improbabili.

Tommy Angelo ha detto...

Bello il parco S. Giuliano. Non ci vado da secoli però, da quando non vivo più in Italia. Ma com'è adesso?

(comunque ci tengo a precisare che io corro a tempo perso, il mio sport è la boxe :-) )

s|a ha detto...

Io non lo conoscevo prima di trasferirmi qua, è veramente grande, manca ancora un po' di ombra perché gli alberi devono crescere, ma è un gran bel posto.