Non c'è problema

Oggi vi narrerò una storia, che potrete raccontare ai vostri figli quando vi parleranno di quanto siano efficienti i tedeschi. Tutto comincia quando a casa Angelo si decide di traslocare. Il primo di aprile si abbandonano, per la prima volta da quando si è in Germania, i quartieri da poveracci e si nidifica tra i signori altolocati (sì, come no?).

Per una serie di motivi, decidiamo di disdire il nostro contratto telefono/internet con Alice e di passare a Unitymedia, che offre il pacchetto tv/telefono/internet. I primi giorni di marzo firmiamo il contratto e ci viene detto che ci arriverà a giorni la Bestätigung, la conferma del contratto, con tutte le indicazioni utili. Fissiamo l'appuntamento con il tecnico per il 29 marzo.

Il 29 il tecnico arriva, attacca il modem alla presa, smanetta un po' su un netbook e se ne va lasciandoci un router wirless, un ricevitore digitale per la tv e la promessa che in 20 minuti tutto sarebbe stato operativo, telefono, internet e tutto. Naturalmente niente funziona dopo mezz'ora, né dopo un'ora. Poco male: il contratto è per il 1 aprile, mancano ancora 3 giorni e comunque, avendo traslocato il giorno prima e avendo una cucina intera da montare, abbiamo altro a cui pensare.

Il primo di aprile siamo ancora senza telefono e internet, così proviamo a chiamare il servizio a clienti, un numero a pagamento al quale l'operatore prima non sa che pesci pigliare e poi ci promette di richiamare non appena risolto il problema. Stiamo ancora aspettando la chiamata. Il giorno dopo, il 2 aprile, è Venerdì Santo, che in Germania è un giorno festivo: alle 7:30 del mattino partiamo alla volta del natio borgo selvaggio della Frau per passare la Pasqua. Lunedì 5 verso sera rincasiamo e ancora niente internet e telefono. Decidiamo di andare in un negozio Unitymedia il giorno seguente.

Ivi ci accoglie un signore di cui non riferirò l'etnia per non passare da razzista. Dopo aver spiegato tre volte qual era il nostro problema, il tipo ci dice di non poter far niente perché il contratto lo abbiamo firmato da un'altra parte. Lo guardo senza espressione e lui – per farmi un piacere – digita il mio nome sulla tastiera di un laptop e mi dice che, come volevasi dimostrare, lui non ha niente a nostro riguardo lì (lascio al lettore il giudizio su un'azienda che mi vende internet ma che mi vuol far credere di non avere i propri computer in rete). Allora il tipo mi da il numero del servizio clienti raggiungibile esclusivamente dalla rete di Unitymedia. Gli chiedo come posso chiamare quel numero se il mio problema è che non ho il telefono. Non mi risponde; mi guarda, ma non mi risponde. E io esco dal negozio senza salutare. Purtroppo Frau Angelo non fa lo stesso, a causa della sua congenita educazione nei confronti del prossimo.

Allora andiamo al Saturn dove abbiamo firmato il contratto. Naturalmente non ci troviamo lo stesso tipo (di cui non riferirò l'etnia nemmeno in questo caso) con cui abbiamo firmato il contratto, ma un altro. Un tedesco. Gli spieghiamo il problema, che non abbiamo ricevuto nessuna conferma del contratto e che non abbiamo internet e telefono. Lui chiama qualcuno. Dicendo che non ci è arrivata l'apparecchiatura. L'unica cosa che invece ci è arrivata. Parla e parla, mette giù. Ci dice che la conferma è unterwegs, che sta per arrivare. Sorride, come a dire “problema risolto”. Allora gli chiedo cosa è successo. Non mi risponde. Ripeto la domanda: cosa è successo? Non comprende, per lui non è successo niente. Parte lo spiegone: ho fatto un contratto per il 1 di aprile, è il 6 e ancora non ho internet. A questo punto il tedesco che è in lui non si trattiene più. Mi dice che non ho internet perché non è arrivata la conferma. Comincio a schiumare. Appunto! Perché non è arrivata la conferma? Ho firmato un contratto per il primo di aprile.

Messo alle strette, fa quello che tutti i tedeschi maschi sul lavoro fanno quando sono messi alle strette: racconta la prima balla che gli passa per la testa. Mi dice la data d'inizio del contratto è “indicativa”. Purtroppo non ho avuto la prontezza di spirito di farmi indicare col dito dove nel contratto che avevo con me ci sia scritta una cosa del genere (a casa ho controllato, c'è scritto che la data in cui il tecnico viene a casa è indicativa: vuol dire che al momento della firma chiedi quando preferisci che venga e poi ti metti d'accordo giorno più giorno meno col tecnico). Invece gli ho dato corda, dicendogli che va bene, la data è indicativa, ma allora dovete dirlo quando fate il contratto, così uno si regola.

A questo punto fa la seconda cosa che ogni tedesco sul lavoro fa: picchietta col dito sul contratto e mi dice “eh ma qui non c'è mica scritto il mio nome!” intendendo che non è stato lui a farmi il contratto e che quindi io non posso chiedergli alcunché. E sorride, convinto che questo mi dovrebbe mettere a tacere. Sfortunatamente per lui, se c'è una cosa che non sopporto sul lavoro è la gente che, di fronte ad un problema, dice “non c'è il mio nome, non sono stato io”. Io gli faccio notare l'inanità di tale argomentazione, ma lui insiste dicendo che “non è stato lui”. Qui commetto un errore, perché non mi appunto il nome del personaggio e me ne vado senza salutare.

Il giorno dopo ancora nessuna conferma; aspettiamo un giorno (giovedì 8 aprile) e la Frau chiama ancora il numero a pagamento, dove non sanno cavare un ragno dal buco e così le passano un superiore. Il quale per prima cosa le dice che tutto quello che il bellimbusto al Saturn ci ha detto erano sciocchezze (l'avevo sospettato) e che effettivamente c'è qualcosa che non va. Ci dice di controllare se almeno la tv va e di richiamare il giorno seguente. La tv va, anche perché a noi della tv non interessa né poco né punto, ci interessa avere il telefono e internet.

Venerdì 9 la Frau viene contattata da Unitymedia, la quale dice che probabilmente c'è un problema al modem e che manderanno il tecnico lunedì 12. Lo stesso giorno, ci arriva una lettera datata 2 aprile, con il timbro postale dell'8 aprile: è la conferma che contratto per la tv è partito il 7 aprile. A questo punto ancora non sappiamo quale sia il nostro numero di telefono, non abbiamo il telefono e non abbiamo internet. In compenso possiamo guardare la tv, cosa che abbiamo fatto insieme sì e no tre volte da quando ci conosciamo.

Lunedì 12 non vado al lavoro, perché alle nove arriva il tecnico. Nove e un quarto, nove e mezza, nove e 45, dieci, dieci e un quarto... il telefono fisso suona. Miracolo! San Gennaro! E chi sarà? E' il tecnico. Che dice qualcosa. Ora, dovete sapere che in questo Paese ad alto tasso di immigrazione, gli è riuscito tutto bene, tranne di insegnare agli immigrati di ottava generazione a parlare tedesco vero e proprio. Inoltre, non conoscono la differenza tra tedesco standard e dialetto come in Italia, ma la applicano costantemente. Sono convinti di parlare tedesco ed invece parlano la variante locale. Quindi l'immigrato di ottava generazione parla una lingua a metà tra la sua di origine e la variante locale del tedesco di dove vive. Per un tedesco questo non è un problema, per lui è come sentire parlare tedesco con accento straniero, per me invece è una tragedia perché non capisco mai quello che vogliono. Lo so che è colpa mia eh, e lo so di parlare tedesco peggio di loro, ma almeno io mi sforzo di pronunciare le parole dall'inizio alla fine. Insomma, il tecnico che doveva essere a casa mia un'ora e quarto prima mi dice è tutto a posto, bastava che quelli di Unitymedia premessero il bottone dell'energia solare che è invicibile e tutto è sistemato.

La pressione sanguigna mi sale così tanto che inizio a piangere sangue, la mente mi si obnubila, dimentico tutto il tedesco che ho imparato e comprendo che in questa lingua non esiste la parola “vaffanculo”. Attacco e corro al lavoro, dove arrivo con soltanto due ore e mezza di ritardo.

Aggiungeteci che naturalmente il mio Ubuntu 9.04, oltre a non leggere la scheda wireless, non si connette automaticamente via cavo al router – come fa di solito con qualunque altra rete – e che ho cercato i forum di mezza Germania per capire come fare e che invece la soluzione era banalissima ed eccomi qua, al 14 di aprile, a riprendere il postaggio.

Ah, ma non fraintendetemi, non è che in Germania le cose non funzionino mai. Il problema è quando succede qualcosa: cioè, io posso capire che qualcosa vada storto, succede; quello che non accetto è che quando ti chiedo di risolvere il problema prima mi dici che non c'è nessun problema, poi che non è tua responsabilità e alla fine insinui che io non so attaccare un router ad un modem ed un modem alla presa; soprattutto quando è evidente che bastava che qualcuno, invece di lustrare la spocchia, premesse tre bottoni in croce.

Tra l'altro, ad oggi non si sono degnati di mandarci un pezzo di carta per dirci qual è il nostro numero di telefono e tre dati in croce sulla connessione internet, tanto che per impostare il router sono andato a caso.

5 commenti:

juhan ha detto...

Se ci vedessimo di persona ti racconterei cosa è capitato a me, in Padagna. E, ti assicuro, vinco io. Poi però ha funzionato tutto, sempre finora; appena leggono questo commento solo offline, per 15 giorni almeno.

Uriel ha detto...

Mah, io qui a Duesseldorf ho Unitymedia e mi ci trovo bene. C'e' da dire che in Germania lavorano solo le donne gli uomini fanno finta e sparano la prima cazzata che gli viene in mente.Poi quando una donna o uno straniero hanno finito, si alzano e vanno a criticare.

Avresti dovuto firmare il contratto da un'impiegata donna.Fidati delle donne tedesche: mandano avanti la nazione, dopotutto.

Uriel

Tommy Angelo ha detto...

Juhan, ovviamente immagino che ci siano cose peggiori dappertutto al mondo, anche perché stare due settimane senza internet non è un grosso problema. Il problema è la mentalità con cui spesso ti devi scontrare.

Tipo: "Non ho il telefono" "Telefoni all'assistenza".

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Uriel, io sono costretto a fidarmi delle donne tedesche, altrimenti vivrei nella paranoia di svegliarmi la mattina col pisello tagliato :-)

Poi sono sicuro che Unitymedia funziona benissimo, così come funzionava bene Alice prima. È solo l'atteggiamento che mi infastidisce.

Attila ha detto...

Trovo confortante leggere che in tutto il mondo i problemi di telefonia sono pressocchè identici...

Cordialità

Attila

Uriel ha detto...

Trovo confortante leggere che in tutto il mondo i problemi di telefonia sono pressocchè identici...
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Beh, non proprio. Qui 12 Mb li ho davvero.

Uriel