Entomologia comparata, ovvero fenomenologia della striscia di jeans

Nel blog “Viva la fika” si parla di come le svedesi, oltre a essere il succoso frutto di decenni di eugenetica (decenni dopo la caduta del nazismo), non hanno alcun timore a mostrare il proprio corpo ed hanno un rapporto con l'altro sesso molto diverso dal nostro. Io, da buon italiano mossosi in Germania, ho notato la stessa situazione, anche se un po' meno estrema. Possiamo prendere come metro di paragone gli hotpants: in Italia li si vede raramente, in Germania sono normali, in Svezia sono talmente risicati da lasciar scoperta la vulva. Cercherò di mostrare come sono riuscito a razionalizzare tutto questo ed uscire dallo stato di perpetuo instupidimento cui ero preda al mio arrivo qui.

Per capire le differenze tra noi e loro nei rapporti tra sessi bisogna investigare in prima istanza le differenze nei rapporti sociali. Ci proverò con un esempio.

In Italia, se ci si trova in casa altrui, si verrà accolti con l'offerta di qualcosa da bere o da mangiare. A questa offerta, si risponde di no; a questo no, l'ospite insisterà; all'insistenza, si rimarca il no; l'ospite offrirà ancora una volta da bere o da mangiare; si declina educatamente; l'ospite si premurerà di chiedere se si vuole dell'altro; a questo punto, si chiede un caffè o qualcosa di simile. Comincia la conversazione.

In Germania, quando si arriva a casa di qualcuno, viene chiesto se si vuole qualcosa da bere. Se si risponde di sì, si aggiunge cosa si vuole. Se si risponde di no, l'argomento cade e si passa ad altro.

Apparentemente il metodo tedesco è più logico: sì significa sì e no significa no. Semplice e lineare. Il metodo italiano prevede invece un rito che ha delle dinamiche abbastanza precise da rispettare: si dice di no sapendo che l'altro insisterà, si insiste sapendo che l'altro dirà di no; l'ospite si offenderebbe se alla prima offerta ricevesse come risposta “una birra, grazie”; ci si offenderebbe se il primo no fosse inteso come un no. Ma tutto questo non è una complicazione, è il modo in cui creiamo un cuscinetto ammortizzatore da impiegare nei rapporti sociali.

Ogni rapporto sociale è potenzialmente uno scontro. Nella nostra cultura, lo scontro viene evitato per mezzo di questa danza di offerte e di rifiuti, all'interno della quale entrambe le parti hanno modo di gestire il contatto e di modularlo a seconda delle occasioni. Per esempio, se vi offrono del vino e voi siete astemi, ma non avete voglia di dare spiegazioni, un rituale del genere vi permette di evitare di bere del vino senza per questo impedire all'ospite di darvi il benvenuto nella maniera appropriata. Per quanto complicato possa sembrare, ha una utilità precisa.

Nella cultura tedesca questo cuscinetto non esiste. Non esistono forme ritualizzate di approccio che possano prevenire o attutire gli scontri. Ti offro da bere, se hai sete prendi una birra, se non hai sete non la prendi. Il problema è che anche i tedeschi non cercano lo scontro nei rapporti sociali, tanto quanto noi. La soluzione adottata è quindi diversa e duplice. La prima forma di protezione è la prevenzione: poiché ogni rapporto sociale è potenzialmente uno scontro, ognuno si deve muovere sempre con la massima cautela ed evitare di urtare gli altri. Anche gli amici. Anche la famiglia. In mancanza di un ammortizzatore che si frapponga tra due parti che entrano in contatto, diviene naturale per entrambe approcciarsi nella maniera più lenta e delicata possibile. Conseguenza di questo modo di gestire i rapporti sociali è che ogni rapporto è sempre estremamente formalizzato.

Ma una vita di incontri formalizzati non è sostenibile. Ed ecco che entra in scena la soluzione 2: l'alcol. L'alcol è il vero promotore dei rapporti sociali, avendo la nota caratteristica di sopprimere i freni inibitori, e funziona in due sensi: toglie la paura di creare lo scontro e toglie la paura di subire lo scontro.

Partendo da questa premessa, è facile capire le ragioni del diverso approccio all'altro sesso tra noi e i nordici. Essendo i rapporti erotici un sottoinsieme dei rapporti sociali, valgono le stesse regole, soltanto che sono un pochino più rigide, perché instaurare un rapporto di natura erotica può portare a danni assai maggiori. Il corteggiamento, più prosaicamente noto come “provarci”, svolge questa funzione di cuscinetto ammortizzatore, solo che è più spesso perché gli urti in gioco sono più forti.

La legge del corteggiamento prevede la presenza del maschio attivo che però non deve esagerare; così come la donna non deve cedere subito e però ha la facoltà di dire sì anche dopo una lunga serie di no. Funziona come con l'ospite: insistere e rifiutare, insistere e rifiutare.

Nella nostra cultura non mancano le giovani donne che fanno sesso per divertimento, direi nella stessa percentuale che in Germania (statistica spannometrica operata per mezzo dei miei occhi), soltanto che anche la più disinibita delle italiane si muove all'interno di questo meccanismo sociale. Di conseguenza, un minimo di ritualità serve anche per la più veloce delle sveltine.

In Germania tutto questo non è attuabile. Se già nei rapporti sociali quotidiani è difficile muoversi, un rapporto di natura erotica è un'impresa che presenta troppi rischi: si può offendere la donna oggetto di attenzioni, si può scoprire che quella donna in realtà non piace, si può essere rifiutati. In sostanza, poiché la posta in gioco è molto alta e non ci sono strumenti codificati per capire se sia possibile procedere o meno, il tedesco preferisce non agire. È come se foste all'ultima mano di poker, aveste la possibilità di vincere molto o di perdere tutto e non conosceste le regole del poker: l'unica scelta è abbandonare.

Dunque i tedeschi applicano la prima delle loro strategie sociali, e si muovono con ancor più cautela del solito. Che è l'esatto contrario di quello che si dovrebbe fare per ottenere un risultato. Per paura di far più danno, agiscono ancor meno. Ad un italiano, danno l'impressione di non essere interessati alle donne o al sesso. Questo non mi è mai sembrato vero, perché in tutte le città tedesche i bordelli fioriscono e non sono dei buchi nauseabondi, sono dei posti tranquilli dove ci va la gente normale, vale a dire che al tedesco medio il sesso interessa.

Qui possiamo vedere come la cultura italiana, seppur più complessa di quella tedesca, all'atto pratico permetta un punto di contatto tra i due sessi, che invece la cultura tedesca non riesce a sviluppare. È obbligatorio quindi passare alla fase 2, l'alcol, che viene utilizzato da entrambi i sessi per poter permettere l'approccio. Questa è la parte che noi non possiamo comprendere, ma che credo si possa considerare maggioritaria nei Paesi del nord Europa. L'incontro tra uomo e donna avviene per mezzo dell'eliminazione meccanica delle naturali barriere sociali che impediscono a due sconosciuti di finire a letto assieme.

A quel punto io non so più cosa accada nella testa dei tedeschi, perché non capirò mai che piacere si provi ad andare sbronzi con una donna sbronza, la quale peraltro non sta venendo a letto con te, e non sta nemmeno venendo con te per fare un po' di sesso: semplicemente non sa cosa sta facendo perché è stonata, quindi se tu le recitassi la Divina Commedia sarebbe lo stesso.

In questo contesto, è chiaro che le donne sono molto più attive che da noi nel processo di ricerca di un partner, perché devono in qualche modo compensare l'inattività dei maschi. È anche comprensibile l'abbigliamento provocante: per poter mandare messaggi di disponibilità percepibili sono costrette ad alzare il livello della provocazione ai massimi livelli (e tuttavia non serve a molto).

Non c'è bisogno di dire che questi meccanismi non sono coscienti: così come noi agiamo senza pensare e diamo vita alla danza dell'insistere e rifiutare, così le donne tedesche o nordiche non pensano a mandare segnali sessuali quando si vestono. Sono tutti aspetti che si danno per scontanti e che si mettono in pratica in maniera automatica.

Quando sbarcano in Italia, quindi, le nordiche vanno in giro mezze nude non per provocare, ma semplicemente perché non hanno coscienza di quello stanno facendo all'interno della diversa cultura. Al contrario, se un maschio italiano va a nord e tende ad approcciare le donne allo stesso modo in cui lo farebbe in Italia, trova molta più facilità ad entrare in contatto, per due ragioni: primo, non sono abituate ad avere un uomo che si approccia e quindi non hanno difese preventive nei vostri confronti; secondo, il corteggiamento appare come una serie di messaggi confusi, in cui non è chiaro cosa il maschio voglia, ma apparentemente non c'è nulla di sessuale, e quindi non scatta “l'allarme rosso”.

Ciò detto, spero sia risultato evidente che le tedesche e (immagino) tutte le nordiche, non sono più o meno facili delle italiane. Semplicemente nella loro cultura i rapporti sociali vengono gestiti in maniera diversa e quando le due culture entrano in contatto è molto difficile comprendersi, perché ognuno interpreta i messaggi dell'altro con il proprio alfabeto, e ne ricava un testo diverso da quello originariamente inteso.

10 commenti:

Dwight D. Eisenhower ha detto...

Porca miseria Tommy! Alla faccia del post. Onoratissima che tu abbia preso spunto dai miei appunti bacchettoni, ma se lo fai troppo spesso con tale lucidita' poi la gente capisce che sono una cretina.

Ora mi vien quasi da rispondere a tono e dar via a un dibattito, ma non sono in grado.

Ottime osservazioni.


bixx

Tommy sloggato ha detto...

bixx, guarda, il mio dialogo interiore durante la mia giornata tipo é questo:

[stream of consciousness]

tedeschidimerdagermaniadelcazzodovevanoradervialsuolotuttitagliareicoglioniatuttimaschiraschiareluteroatutteledonnedovetemorirebastardiignorantibarbaricafonimaleducaticheneanchevilavateilculomaremmaladraimpestatatroialuridavaccachecazzohaidaborbottaremuoviticonquellamacchinadimerdacosacazzoticomprilabmwsevaiaventialloraohcazzoguardachegnoccaquellaohcazzoguardachegnoccaquellaohcazzoguardachegnoccaquellaioamolagermanialagermaniaèilparadisomaivistotantafigatuttassieme*

[/stream of consciousness]

*testo tradotto in italiano dall'originale veneto

Poi quando alla sera vado a casa, cerco di rielaborare in maniera razionale, altrimenti penso che andrei fuori di testa.

(no dico, ieri ho visto una 18/19ebbe che aveva una t-shirt un po' lunghetta, i collant (da inverno, vabbé la finezza non abita qui) e niente gonna o pantaloni. Io lo so che lei non si rende conto, ma almeno i pantaloni mettili!)

Comunque sarebbe invece bello che scrivessi qualcosa tu dal punto di vista femminile. Per esempio, tu che hai accalappiato un nordico, sei un caso abbastanza raro. Cioè, come si trovano le donne italiane in Svezia?

Le italiane in Germania di solito girano per strada in evidente crisi da astinenza, chiedendosi come mai nemmeno il più sfigato degli sfigati si degni provarci...

Ed Schlecter ha detto...

no dico, ieri ho visto una 18/19ebbe che aveva una t-shirt un po' lunghetta, i collant (da inverno, vabbé la finezza non abita qui) e niente gonna o pantaloni. Io lo so che lei non si rende conto, ma almeno i pantaloni mettili!

Quello va di moda pure qui, fidati. Come, pur in misura credo più moderata, gli hotpants.

Basandomi su quel poco di esperienza che ho avuto, volevo solo aggiungere che l'atteggiamento delle ragazze tedesche ha un innegabile lato positivo: e cioè che - se non le conosci e vuoi solo fare due chiacchiere, cosa che ad alcuni maschi italiani capita di desiderare - puoi parlarci, proprio per il fatto che non pensano subito che tu ci stia provando. In Italia questo è praticamente impossibile, proprio perché le ragazze sono abituare a immaginare subito il contrario.

(E infatti le più socievoli solitamente sono anche le più bruttine. Poi ci sono pure le bruttine che non hanno ben chiara la relazione tra causa ed effetto e se la tirano perché credono di diventare in questo modo più desiderabili. In quel caso la virile compagnia se la ride pigliandole giustamente per il culo).

Tommy Angelo ha detto...

No no, questa aveva la maglietta ad altezza passera, cioè l'orlo della t-shirt era un millimetro sotto l'altezza delle grandi labbra.

arPegaso ha detto...

Mi risulta che l'uso "sociale" dell'alcol e l'incapacita' a creare rapporti umani siano caratteristiche anche del Giappone: tanti salamelecchi ma rapporti in cui non si possono mostrare i propri sentimenti o emozioni. Per sopravvivere si organizzano riunioni appositamente per ubriacarsi e trovare cosi' il coraggio per dire tutto quel che si vuole, nella certezza che i compagni di sbronza non terranno conto di quanto detto.
Strano che popoli cosi' lontani, in tutti i sensi, abbiano questa particolare caratteristica in comune.

Anonimo ha detto...

Tommy:
ho accalappiato un nordico perche' sono una figa da paura. Quando giro per le strade di Svezia ho un codazzo di uomini E donne che mi fotografano, sbavando.

Io e The Husband ci siamo conosciuti all'estero, sono venuta quassu' per lui (che sta cosa non vada troppo in giro, altrimenti perdo la mia reputazione da stronza hardcore). Ho sempre pensato che se fossi single qui non caverei un ragno dal buco, e non tanto per il mio aspetto fisico, quanto perche' gli uomini sono invertebrati. Mi sono improvvisamente sentita invisibile: in Italia (ma anche in UK) mi capitava di ricevere un complimento, o anche solo uno sguardo. Sai, tipo quando una ragazza entra in un locale, gli avventori maschi si girano, la guardano e poi tornano a farsi i cazzi loro. Senza malizia. Solo, diciamo, 'notano' la presenza femminile. Qui nisba. Zero.
Ed e' anche per quest'assenza di spirito che trovo gli svedesi insignificanti. Merluzzi.
Belli fin che vuoi, ma anche sforzandomi non mi riesce di fare un solo pensiero impuro su di loro.

La t-shirt senza pantaloni e' cosa comune qui (ovvio). Posso solo dire che se mai avro' una figlia che prova a vestirsi cosí, prima la riempio di botte, poi la mando in vacanza in India cosi capisce cosa significa 'invitare allo stupro'.

bixx

Inese ha detto...

Corri a dirlo a Paolo Barnard!
Ha assolutamente bisogno di queste informazioni!
:D

schatten ha detto...

Interessante il tuo articolo. In effetti quando anni fa mi sono trasferita in Germania mi chiedevo il perche' di questa assoluta indifferenza da parte degli uomini (non che sia una strafica ma in Italia modestamente qualche porca attenzione la ottengo ancora). Poi piano piano ho capito, ma la tua analisi e' quanto di piu' preciso abbia mai letto (o pensato) a riguardo. Curiosamente nei miei anni passati in Scandinavia ho verificato un approccio un tantino piu' aperto, ma anche li' il vero motore dell'azione era l'alcool. Invece mi ricordo benissimo il senso di inadeguatezza e di inferiorita' estetica nei confronti delle donne norvegesi, cosi' ben descritto da bixx nel suo blog.

Tommy Angelo ha detto...

Una parola per le signore che si sentono non all'altezza delle svedesi.

1) Anche per i maschi vale il concetto espresso da bixx: belle sì, ma merluzze anche. Ad esclusione dell'impatto iniziale, si capisce presto che non c'è nessuna malizia in quello che fanno, e quindi non c'è nemmeno attrazione. Inoltre l'ultima cosa che vorrei è fare sesso con una tipa tenendole la testa girata dall'altra parte in modo che se vomita non c'entra.

2) La bellezza svedese è la tipica bellezza che piace alle donne (e ai gay): alte, gambe lunge, fianchi stretti. Un giocatore di pallacanestro. Non è necessariamente la bellezza che attira gli uomini. Certo, una svedese ogni tanto può anche far colpo, ma una nazione di svedesi alla lunga stanca.

Infatti gli svedesi se ne vanno in Thailandia con tipe basse, senza seno, le gambe corte e la pella scura ;-)

baron litron ha detto...

entrando decisamente a gamba tesa in questa interessante discussione, parmi giusto notare che per quanto sia bella la donna che ho di fronte, se non riesco a immaginarla nuda (nemmeno quando lo è in gran parte) difficilmente potrei poi farci le sconcezze come si deve. e questo è esattamente l'effetto che mi fanno le nordiche in genere, vestite le trovo vestite, nude le trovo semplicemente senza vestiti, senza insomma che la cosa sia più di una condizione oggettiva.....

oltretutto, odio i fianchi stretti e le ossa visibili, massimo massimo in una donna degna di questo nome si deve intravvedere l'ombra delle costole, e soltanto quando alza le braccia.

scusate lo disturbo